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Biella | domenica 12 agosto 2018, 08:00

Il biellese magico e misterioso: Un residuo dei culti pagani biellesi delle acque nel ‘bornell’ di Nomaglio

A cura di Roberto Gremmo

  La regal presenza del ‘bornell’ nel piazzale antistante la ‘cesa vègia dl’Urupa’ testimonia l’esistenza d’un antica devozione paganeggiante delle acque col tempo cristianizzata.

    Ma non é un caso isolato.

  Anche a Nomaglio sulla Serra, benché apparentemente utilizzato solo come una semplice fontana, viene conservato un ‘bornell’ a vasca ed anch’esso presenta tracce evidenti d’un lontano passato dove non era un semplice contenitore per l’acqua. 

   La fonte é collocato nel crocevia della parte più vetusta del borgo la fontana e presenta caratteristiche particolarmente originali ed interessanti, come ben spiega un cartello bilingue piemontese-italiano collocato lì accanto pr cura dell’“Ecomuseo della castagna”. La vasca é “un Monolito micascistico (unico blocco di pietra di un tipo di pietra abbastana comune in zona) ha dimensioni notevoli ed un peso che supera qualche tonnellata. Da notare la regolarità con cui è stata incisa la vasca e l’irregolarità dei suoi bordi esterni, che conservano l’andamento naturale della roccia. Da qui deriva l’ipotesi di almeno due interventi diversi ed in tempi diversi, La vasca litica, di forma quadrangolare, presenta una lavorazione a martellina e scalpello in ferro ed un’esecuzione abbastanza accurata. tale tecnica, già in uso in età romana, è rimasta immutata per secoli ed in uso in tutta l’età medioevale. Da alcuni confronti con altri massi e sepolture su roccia presenti in Canavese (come il “Roc dla Regina” di Roppolo e “l’Avel” di Piverone, ritenute ricche sepolture risalenti all’Età longobarda), si può supporre che il Burnel sia stato una sepoltura, sicuramente di un personaggio di rango, realizzata dai Longobardi e successivamente riutilizzata come vasca. Ma la “cintura” esterna della fontana suggerisce che il Burnel abbia avuto un’altra storia, ancora più antica. Infatti la sua superficie è ricoperta in buona parte da coppelle e intagli orizzontali, detti polissor. Alcune coppelle potrebbero essere state realizzate con strumenti di pietra, e quindi risalenti ad età preistoriche o protostoriche”.    

   Non si può dunque escludere che in origine la pietra fosse parte d’una fonte oggetto di devozione e che proprio per questa sacralità sia stata poi scelta come sepolcro o sarcofago a cielo aperto.

   Sempre a Nomaglio, in località Canaletta, la base su cui é stato edificato un vecchio edificio é in realtà, sempre secondo le spiegazioni fornite dall’“Ecomuseo della castagna”, un masso inciso a coppelle collegate fra loro da canaletti che probabilmente avevano un significato particolare, non più comprensibile.

    Fuori paese, su un poggio boschivo di particolare fascino e con una vista magnifica della sottostante pianura canavesana, da tempo immemorabile sorge una chiesetta rurale dedicata a quel san Giovanni che spesso e volentieri é oggetto di culto in località dove prima della cristianizzazione si svolgevano cerimonie pagane.

   Alla chiesina di Nomaglio, la festa di san Giovanni viene celebrata il 24 giugno ma, come spiega un cartello collocato dal Comune, in quell’occasione “la popolazione era solita donare l’intera quantità di latte raccolto nella giornata al parroco.

   Nella metà del 1700 questa usanza particolare scomparve con Don Giov. Domenico De Jordanis, il quale, non gradendo tale offerta, non solo la sospese ma cessò anche di celebrare le funzioni all’interno della cappella.

    Nel 1800 la cappella originaria venne ampliata e venne nuovamente celebrata la solennità del Santo, con la processione e la nomina del Priore del cantone”.

   Tutte queste mutazioni e i contrasti fra la comunità paesana ed il clero sembrano indicare la persistenza di tradizioni giudicate non troppo ortodosse, eredità non perduta ma rimossa di antiche consuetudini dove la religiosità popolare legittimava i ruoli comunitari.     

   Una vasca pietrosa molto simile a quella di Nomaglio é stata utilizzata come ‘bornell’ anche a Salussola e troneggia propro al centro del paese.

        Saremo grati a chi vorrà segnalarci realtà analoghe a quelle esaminate in questo articolo scrivendo a storiaribelle@gmail.

   Per approfondire questi argomenti segnaliamo un libro reperibile alla libreria “Ieri e Oggi” di via Italia a 13900 Biella.

Roberto Gremmo

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