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ATTUALITÀ | giovedì 19 luglio 2018, 17:10

Nido di Pavignano, sindacati all'attacco: "Il Comune ci ricasca"

Il Comune di Biella ci ricasca. Inizia così il duro comunicato della Cgil sulle presunte riduzioni del numero di bambini all'asilo nido di Pavignano e, di conseguenza, sulla perdita di posti di lavoro.

"Dopo anni di gestione a spese del personale da parte dell’ormai fallita cooperativa “Civitas”, solo a seguito di un intero anno di battaglie, nei primi mesi del 2017 il Comune ha revocato l’affidamento alla suddetta coop e assegnato il servizio ad altra azienda, che poi si è aggiudicata la gestione per i due successivi anni (a.s. 2017/2018 e 2018/2019) - afferma Mario Paonessa della Funzione Pubblica Cgil di Biella - ma con l’occasione si è deciso di ridurre il numero di bambini ospitabili presso la struttura. Risultato: a distanza di un anno dal nuovo affidamento, le operatrici in servizio presso la struttura - peraltro ancora in attesa di incassare gli stipendi ed il TFR dalla precedente gestione - hanno avuto notizia che presto una o più di loro saranno dichiarate “in esubero” e quindi perderanno il loro posto di lavoro". Per la Cgil non sono state accolte le osservazioni sulla riduzione dei posti: "Ad oggi, fine luglio, il Comune non è in grado di dare indicazioni di massima sul numero di bambini che saranno effettivamente ospitati a partire dal prossimo settembre. In tutto ciò, nel disinteresse quasi totale, a fare le spese di questo disservizio sono da un lato le operatrici".

LA REPLICA - Per l'Amministrazione comunale ci si basa su un presupposto sbagliato perché nell'anno scolastico 2018/2019 il numero massimo di bambini previsti a Pavignano sarà di 30, esattamente come negli anni passati e stando all'attuale numero di iscrizioni si è stimato che i posti saranno tutti coperti. Quanto alla riduzione dei posti di lavoro, l'unico cambiamento in vista è il ritorno dal periodo di maternità di un'operatrice, con conseguente cessazione di contratto di colei che l'ha sostituita temporaneamente".

CGIL ALL'ATTACCO - Per i sindacati c'è il problema del servizio "Casa di giorno" del Centro Diurno Integrato per anziani parzialmente o non autosufficienti. "La procedura - scrivono - è stata gestita con un occhio di riguardo per gli operatori della struttura (purtroppo in senso ironico). In tutto si sono perse oltre 20 ore di assistenza a settimana, ore che venivano precedentemente utilizzate per il servizi di trasporto degli utenti e non solo e che oggi gravano economicamente nelle tasche dei lavoratori coinvolti, e qualitativamente nella vita degli ospiti della struttura, che hanno inevitabilmente perso una parte del servizio di cui godevano, quella che presumibilmente faceva del servizio in questione un “buon servizio”". 


l.l.

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