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Newsbiella Young | sabato 07 luglio 2018, 07:30

Non solo vacanza: Studenti biellesi a Malta, per crescere in una nuova città

Malta: sole, mare, vento e....lavoro! Queste sono le parole che descrivono al meglio l’esperienza trascorsa sull’isola da un gruppo di 15 studenti del liceo del Cossatese e Vallestrona durante le ultime tre settimane del mese di giugno. Si tratta di una proposta di Alternanza Scuola Lavoro finanziata dall’Unione Europea, grazie ad un progetto PON, Programma Operativo Nazionale, elaborato e successivamente vinto dalla scuola.

Così per tre settimane gli studenti si sono contemporaneamente immersi nelle acque cristalline che circondano Malta e nella sua realtà lavorativa, venendo a contatto con l’economia dell’isola in svariati ambienti: parchi acquatici, asili, hotel, agenzie viaggio, attività commerciali... Le mansioni svolte sono state diverse e non sempre correlate al percorso di studi seguito, ma quello che contava era l’applicazione della lingua inglese ma soprattutto il suo miglioramento, e questi due obiettivi sono stati raggiunti in tutti i contesti. Tuttavia, non si è trattato di un normale progetto di alternanza: il percorso è stato gestito in modo tale che non venisse considerato solo il lavoro in sé, ma anche gli aspetti riguardanti la crescita personale e la consapevolezza dell’esperienza stessa da parte dei ragazzi. Durante le settimane, gli studenti sono stati seguiti di giorno in giorno dagli accompagnatori, il professor Ferraro e la giovane dottoressa in psicologia Eugenia Movalli, e guidati ad analizzare la struttura ospitante con la sua gerarchia, le attività svolte e il proprio atteggiamento di fronte a quest’ultime.

Il lavoro occupava cinque giorni a settimana quindi non sono mancati momenti liberi dedicati al divertimento e alla scoperta della cultura e storia maltesi. Sono state organizzate diverse escursioni e visite di città come Mdina, Rabat o le isole di Comino e Gozo, ma l’aspetto più importante per conoscere il Paese e i suoi abitanti è stato l’essere ospitati in famiglie locali. Questo ha infatti permesso di conoscere le loro abitudini e modo di vivere la giornata e sono state proprio le incomprensioni o i piccoli problemi, dovuti in particolare al cibo o alla dislocazione, a sviluppare nei ragazzi la capacità di cavarsela in ogni situazione e dar loro un forte senso di autonomia. Questo è stato l’obiettivo più importante raggiunto dagli studenti, che hanno dimostrato di non essere solo tali, ma in grado di ambientarsi e vivere in un posto sconosciuto come veri cittadini del mondo.

Fantasia Delvecchio

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