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CULTURA E SPETTACOLI | mercoledì 13 giugno 2018, 11:05

Parte la mostra sul monte Athos “I colori della fede”. Tutto pronto al Santuario d’Andorno

Foto di Giuliano Fighera

Il Comune di Campiglia Cervo in collaborazione con la Fondazione Opera Pia Laicale di San Giovanni d’Andorno, nell’ambito di iniziative turistico – culturali per la promozione del territorio, presentano il fotografo greco Stratos Kalafatis con il suo recente lavoro dal titolo “Athos, i colori della fede”. La mostra, curata da Afrodite Oikonomidou, sarà ospitata nella splendida cornice del Santuario di San Giovanni di Andorno dal 16 Giugno al 29 Luglio 2018 nelle Sale espositive dell’ala pellegrini.

La zona espositiva del Santuario ospita per la prima volta le opere di un Artista straniero di fama internazionale e crea un legame tra due luoghi di Fede che in qualche modo si accomunano per asprezza del paesaggio, isolamento e per costituire il punto di riferimento spirituale per la popolazione locale. Gli organizzatori hanno fortemente voluto ospitare le opere di Stratos Kalafatis che per la qualità delle fotografie e la particolarità dell'argomento costituiscono un grande richiamo turistico per il territorio, auspicando che i visitatori scoprano insieme al Santuario le caratteristiche ambientali e storiche dell'intera Alta Valle del Cervo.

In cinque anni di pellegrinaggi fotografici sul Monte Athos, Stratos Kalafatis ha affrontato con un approccio contemporaneo questo luogo pieno di storia e carico di significati spirituali. Tra il 2008 e il 2013 Kalafatis ha realizzato complessivamente più di 25 viaggi, per un totale di 200 giorni. Durante queste visite, in doppia veste di uomo e artista, è arrivato ad una profonda comprensione di un mondo di fede e spiritualità ed ha prodotto un grande numero di scatti fotografici. Da un totale di circa 1700 fotografie sono state scelte 150 immagini che compongono la mostra “Athos, i colori della fede” e ci rivelano l’universo invisibile del Monte Santo dell’Ortodossia. Attraverso uno sguardo più spirituale che estetico, le immagini di Kalafatis riescono a trasmettere l’essenza di questo posto unico, svelano il fascino millenario, la storia e tradizione, descrivono la natura rimasta quasi incontaminata e la bellezza selvaggia del paesaggio, documentano le splendide architetture bizantine dei monasteri.

Ma soprattutto parlano degli uomini che ci abitano: la sensibilità del fotografo si rivolge al profondo, si ferma sui volti, sui dettagli della vita quotidiana, sulla lentezza del tempo, sul contrasto tra la ricchezza interiore e la povertà ascetica. Elementi che si combinano a forme e linguaggi del tutto contemporanei, per costruire un racconto insolito del Monte Athos secondo uno stile personalissimo, fedele ai principi fotografici dell’autore. “Il Monte Athos è difficile da fotografare” spiega Stratos Kalafatis. “Da più di mille anni rimane nascosto dietro una pittoresca semiologia, un folklore sentimentale, dietro interpretazioni mistiche e rivelazioni miracolose. È un mondo fatto di silenzio e di mistero, un luogo sospeso, in bilico tra passato e presente, tradizione e libertà, forza e debolezza, tra il buio e la luce.

E non è semplice superare la sua storia poderosa, la sua religiosità esasperata e creare immagini che rispettano il luogo senza ledere l’autonomia creativa del fotografo.” Monte Athos è il Monte Santo dell’Ortodossia (Άγιον Όρος) situato nel Nord-Est della Grecia, sull'estremo orientale della penisola Calcidica. E’ una Repubblica monastica autonoma, dotata di uno statuto speciale di autogoverno tutelato dalla Costituzione greca. Vi abitano circa 2500 monaci ortodossi, in 20 monasteri, di cui 17 greci, uno russo, uno serbo e uno bulgaro. Si tratta di vere e proprie cittadelle medievali, circondate da mura che racchiudono chiese, alloggi per monaci e pellegrini, giardini, biblioteche, laboratori, archivi e custodiscono tesori di inestimabile valore religioso e artistico. Nel primo decennio del XXI secolo, il lavoro di Stratos Kalafatis ci propone una lettura, in chiave contemporanea, di questa singolare penisola monastica e diventa un anello della catena di documentazioni fotografiche del più importante centro spirituale del monachesimo cristiano-ortodosso. Il primo fotografo ad arrivare al Monte Athos fu il russo Sebastianof che, nel 1860, ha prodotto circa 40.000 scatti su lastra di vetro. Seguirono, nel XX secolo, nomi illustri come Stephane Passet e Fred Boissonnas, oltre ad una serie di famosi fotografi greci negli anni '50 e '60 (Tloupas, Balafas, Metletzis). Come i suoi colleghi prima di lui, Kalafatis subisce il fascino singolare e irresistibile del Monte Athos e, catturando la vita conventuale da una nuova prospettiva, ci offre una versione inedita del più spettacolare complesso monastico d’Europa.

“Sul Monte Athos non nascono vite umane”. Questa affermazione dell’artista richiama una delle particolarità più significative del Monte Athos, il famoso “Avaton”, il divieto assoluto di accesso alle donne. E’ uno dei tanti divieti, delle severe regole e dell’estrema ritualità della vita monastica che segnano i volti e le vite interiori nelle storie che il fotografo sceglie di raccontarci. I ritratti dei loro protagonisti, sapientemente inquadrati, mettono in scena tutte le sfumature della religiosità nell’animo umano. In questo mondo rigorosamente maschile, le storie di Kalafatis si dispiegano su una gamma cromatica ben più ricca rispetto al nero rigoroso del saio monastico. Il risultato è un Monte Athos dipinto con colori brillanti, a volte abbaglianti e ipersaturi, in modo da ottenere un forte contrasto e un chiaroscuro denso, che ci rimanda alla pittura del Caravaggio o di Rembrandt. Kalafatis non è stato un turista, né tantomeno un fotografo invadente. Ha visitato il Monte Santo con estremo rispetto, si è avvicinato ai monaci gradualmente, ha parlato con loro, è stato ospite nelle loro celle, ha accettato la loro benedizione e i loro doni. E alla fine si è guadagnato la loro fiducia e ha avuto il permesso di immortalarli con la macchina fotografica, creando una eccezionale galleria di ritratti di straordinaria forza.

Nato nel 1966 nella città di Kavala, nel Nord-Est della Grecia, Stratos Kalafatis ha studiato fotografia all’Art Institute di Philadelphia, USA. Dal 1993 ha realizzato numerosi progetti fotografici come: Immagini archetipe, Diario 1998-2002, Saga, Arcipelago, Athos - I colori della fede. Ha ricevuto numerosi premi internazionali e ha partecipato a importanti mostre e manifestazioni culturali come la Biennale di Architettura di Venezia (2006). E’ stato selezionato a rappresentare la Grecia nella grande mostra collettiva Faces Now-il ritratto fotografico in Europa dal 1990 ad oggi. Vive a Salonicco, dove lavora come fotografo e insegna fotografia creativa. www.stratoskalafatis.com

Ingresso libero. L’orario di apertura: da martedì a domenica: 10 – 12 e 14.30 – 18.30. Lunedì chiuso

c. s. g. c.

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