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COSTUME E SOCIETÀ | mercoledì 13 giugno 2018, 07:00

Caccia, per il M5S la nuova legge è "un compromesso al ribasso", per la Lega è "troppo ideologica"

Approvata ieri in Consiglio regionale, ma le opposizioni non sono soddisfatte

"Finalmente dopo diversi anni il Piemonte torna ad avere una legge sulla caccia. E’ sfumata però l’occasione di fare una buona legge con norme efficaci e realmente tutelanti per le persone e la fauna. Abbiamo lavorato per arrivare a una norma virtuosa, da esempio per le altre regioni, invece abbiamo assistito a un compromesso al ribasso da parte della maggioranza. Per questo abbiamo votato in modo negativo". Lo hanno spiegato i consiglieri del Movimento 5 Stelle.

Che hanno poi aggiunto: "La nostra proposta di vietare l’attività venatoria tutte le domeniche è stata sostituita dal tiepido compromesso del divieto nelle sole domeniche di Settembre, una soluzione priva del coraggio necessario a restituire i boschi a tutti i piemontesi che intendano anche solo fare una passeggiata in sicurezza. Una richiesta manifestata dalle associazioni ambientaliste, dai cittadini e confermato da numerose firme raccolte in pochi giorni. Inoltre nel testo manca una precisa volontà di tutela della fauna: sono ancora troppe le specie cacciabili. Tra gli emendamenti M5S approvati, passa però un’importante proposta che conferisce la vigilanza venatoria alle guardie zoofile ed ecologiche volontarie individuandole attraverso adeguato iter formativo. In questo modo è stata riconosciuta la necessità di strutturare i ruoli di protezione ambientale, di controllo e di monitoraggio delle attività venatorie e del bracconaggio".

Di "legge ideologica che penalizza i cacciatori" ha invece parlato la consigliera Gianna Gancia della Lega. "Non possiamo - ha detto - che essere contrari a una legge che penalizza i cacciatori. A nostro avviso, l'intera discussione è stata affrontata in maniera troppo ideologica, non prendendo in considerazione le esigenze di una parte consistente della nostra società. Il timore è che le eccessive restrizioni possano addirittura finire per favorire il bracconaggio".

Dal nostro corrispondente di Torino

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