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Terza età | martedì 05 giugno 2018, 07:55

Per invecchiare in salute

Per invecchiare in salute

Per studiare i complessi fenomeni dell’invecchiamento uno dei punti di partenza è stata la ricerca delle aree nel mondo in cui la vita media (speranza di vita alla nascita) è molto più alta della media mondiale. Queste zone (chiamate “zone blu”) nel nostro pianeta sono 5 e si trovano negli States (Loma Linda, California), in Costarica (Nicoya), in Italia (Ogliastra, Sardegna), in Grecia (Ikaria) e in Giappone (Okinawa).

Nell’Ogliastra gli uomini arrivano ai 100 anni con frequenza molto elevata ed è l’area con la maggior concentrazione al mondo di centenari maschi. A Seulo , paese della Barbagia, ci sono stati 20 centenari nei 20 anni compresi tra il 1996 ed il 2016 tanto da farlo considerare il Paese più longevo del mondo. In Grecia, ad Icaria, esiste la più alta percentuale di novantenni del mondo, al punto che un abitante su tre raggiunge i 90 anni. Da sottolineare che gli abitanti di Icaria presentano una riduzione del’incidenza di cancro del 20%, del 50% per le malattie del cuore e una pressochè totale assenza di casi di demenza.

Dal punto di vista genetico le comunità che vivono in queste “zone blu” sono molto diverse tra loro in quanto ci sono individui asiatici, ispanici, neri e bianchi a dimostrazione che il patrimonio genetico non è il fattore più importante per determinare la longevità delle persone. Detto questo non è che studi sul DNA di queste popolazioni siano privi di rilevanza ed anche questi aspetti genetici vengono studiati. Gli abitanti dell’Ogliastra hanno partecipato gratuitamente e volontariamente ad una ricerca molto estesa ed il DNA prelevato da loro (oltre 25 mila campioni) è stato pure oggetto di furto, essendo di grande interesse ed avendo suscitato attenzioni di tipo speculativo e non solo puramente scientifico. Nella zona blu dell’Ogliastra alimentazione, ambiente, stili di vita avrebbero prodotto dei cambiamenti nel DNA che sono responsabili del record di centenari di quella zona.

Se il patrimonio genetico delle popolazioni che vivono nelle“zone blu” non è il fattore determinante per garantire una lunga durata di vita delle persone, cosa dobbiamo cercare ? I cercatori hanno trovato dei punti in comune nelle persone di queste aree del mondo molto diverse tra loro rappresentati dagli “stili di vita” di coloro che vi abitano.

I sei punti in comune delle “zone blu” sono i seguenti:

  1. La famiglia al centro della propria vita e punto di riferimento principale ;

  2. Attività fisica moderata e costante, con movimento naturale (camminare !);

  3. Dieta semivegetariana o similmediterranea che dir si voglia (scarso utilizzo di carne ma non privazione assoluta), consumo moderato di vino;

  4. Consumo di legumi.

  5. Niente (o pochissimo) fumo

  6. Atteggiamenti positivi socialmente condivisi in un’ottica di essere utili alla società

Copiando gli stili di vita delle popolazioni che vivono nelle “zone blu” possiamo pensare di mettere un tassello fondamentale per un processo di invecchiamento in salute o addirittura “di successo”. Il nostro DNA da solo non basta….



Bernardino Debernardi

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