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Terza età | 05 giugno 2018, 19:43

Anziani insonni. Cosa fare ?

Anziani insonni. Cosa fare ?

Per prima cosa, dopo aver annotato per alcune settimane cosa succede nelle notti, bisogna valutare se intervenire col ripristino delle “norme igieniche del sonno”, qualora non fossero rispettate. Sono tutte importanti, non conta la loro posizione nell’elenco che segue:

  1. Evitare di assumere caffè o altre sostanze stimolanti la sera , bibite o alimenti contenenti caffeina (coca-cola, cioccolato) limitare il consumo di alcol la sera perché può frammentare il sonno.

  2. Cenare in modo adeguato con apporto calorico del 30% del totale della giornata, verso le 19-19.30 o comunque almeno 3 ore prima di coricarsi a letto. Può essere utile una “tisanina calda” verso le ore 22. Una passeggiata dopo cena può essere utile ma va evitata l’attività fisica intensa come pure l’esposizione alla luce intensa prima di coricarsi

  3. Una passeggiata dopo cena può essere utile ma va evitata l’attività fisica intensa come pure l’esposizione alla luce intensa prima di coricarsi

  4. Cercare di rispettare gli orari del coricarsi (ore 22.30 circa, ore 21-21.30 solo per le persone molto anziane) e dell’alzarsi, anche quando si è in vacanza

  5. Limitare il riposino quotidiano a tempi ragionevoli (30-60 minuti)

  6. La camera da letto deve essere tendenzialmente fresca, buia e silenziosa . Possono essere usati con beneficio tappi auricolari per il rumore o mascherine per gli occhi. Va usata solo per dormire e non per altri scopi (vedere la TV, leggere, ecc.)

  7. Il letto va utilizzato per dormire e qualora una persona non riesca a prendere sonno è meglio alzarsi dopo una mezz’oretta e tornare a letto quando compare voglia di dormire

  8. Evitare di “pensare troppo” a quanto successo nella giornata, ai problemi quotidiani, alle proprie difficoltà .Meglio lasciarsi andare all’immaginazione, alle fantasie…

  9. Evitare farmaci che possono interferire col sonno consulando il medico anche sugli orari (es. possibile assumere il diuretico non oltre le ore 15-16 ?)

  10. Considerare il letto il “posto più bello del mondo” dove si sta in pace con se stessi, si riposa (da soli o meno), ci si ricarica per il giorno dopo….

E se dopo aver rispettato tutte le norme igieniche per il sonno l’insonnia permane, come ci dobbiamo comportare ?

Se nella notte sono presenti dolori, mancanza di fiato, necessità di alzarsi per urinare, difficoltà a prendere sonno per agitazione, morale depresso, cioè disturbi che possono influenzare negativamente il riposo notturno è necessario risolverli con l’aiuto del proprio medico di Medicina Gennerale.

Qualora si volesse tentare con i “rimedi della nonna” utilizzando tisane e infusi a base di tiglio, camomilla, valeriana, ecc. va tenuto presente comunque che pur trattandosi di principi naturali non è detto che non possano avere effetti collaterali: la camomilla può avere un effetto paradosso e non lasciar dormire soprattutto se ad alte dosi (la bustina non deve rimanere più di 2-3 minuti nell’acqua); l’iperico può ridurre l’assorbimento di farmaci.

Esistono poi svariati preparati in erboristerie, farmacie e parafarmacie che utilizzano questi principi naturali per i quali vale lo stesso discorso. Il loro numero è direttamente proporzionale alla frequenza del disturbo del sonno nella popolazione.

I farmaci veri e propri “per dormire” vanno lasciati alla prescrizione medica e va evitata l’autoprescrizione. Non esiste il farmaco “leggero” ma il farmaco giusto. Per fare un esempio se l’insonnia dell’anziano è legata soprattutto a frequenti alzate notturne per urinare, una benzodiazepina a breve durata d’azione (che può essere utilissima in un adulto che l’assume alle 11 di sera e alle 5 del mattino non ce l’ha più in circolo e può guidare l’auto e andare a lavorare) può essere estremamente pericolosa. L’anziano che l’assume si addormenta e poi, se si alza per andare in bagno sotto l’effetto del farmaco, può cadere magari riportando fratture E se invece l’anziano si sveglia di prima mattina dopo che è finito l’effetto del farmaco ? Solitamente non riesce più a prendere sonno e magari assume nuovamente il farmaco, con i rischi sopra citati. I farmaci a lunga durata d’azione tendono a far rimanere addormentati gli anziani fino alla tarda mattinata ed anche questi possono ridurre la vigilanza e provocare cadute. . Il 21% degli anziani che si frattura il femore assume ansiolitici o farmaci per il sonno.

Per concludere, per un buon riposo notturno serve il rispetto delle norme igieniche del sonno, la correzione di malattie o disturbi che possono interferire col sonno e solo dopo aver rispettato queste due regole si può pensare al farmaco.









Bernardino Debernardi

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