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SPORT | venerdì 18 maggio 2018, 08:00

Pugilato giovanile biellese: Da pugile a istruttore, la storia di Roberto Scaglione

Pugilato giovanile biellese: Da pugile a istruttore, la storia di Roberto Scaglione

Roberto Scaglione, responsabile del settore giovanile del Boxing-Club Biella, classe 1975. All’età di 15 anni viene attratto dai film di Jean-Claude Van Damme. Entrato in palestra, si innamora prima della kickboxing e successivamente della boxe, due discipline sportive che occupano la sua vita. I risultati più importanti li conseguirà nella kickboxing: due titoli Italiani, un Mondiale Open e diversi titoli Interregionali. Nel pugilato la carriera di Roberto si è fermata al livello dei Campionati Regionali.

Nel 2004, quasi per scherzo, conduce un mini corso di pugilato, il primo passo verso una serie di diplomi: quello di Aspirante Tecnico ottenuto in Milano (2005) e quello di Tecnico in Assisi (2007). Dal 2013, anno in cui il club apre le porte ai piccoli, diverse sono le soddisfazioni ottenute da Roberto come maestro di pugilato.  

Alcune citazioni: Alessio Vergnano, carattere introverso che, nonostante un fisico non proprio da pugile, con l’educazione ed un impegno costante a 13 anni  debuttò nel contatto pieno, ottenendo risultati interessanti anche a livello nazionale; oggi Alessio vanta 35 match e collabora nel settore giovanile del club; Andrea Poli, avvicinatosi al pugilato non più giovanissimo, ma che è riuscito tuttavia a vincere la cintura Piemontese e la qualifica per i Campionati Italiani; Simone Bagatin, pugile di caratura nazionale, due volte secondo agli Italiani e per tre anni nel giro della Nazionale; Cristian Talenti, vincitore di cintura e qualificatosi per ben due volte ai Campionati Assoluti; Giulia Lamagna, atleta in forza ed in gran tiro che sta scalando pian piano il ranking italiano, grazie alle molteplici convocazioni con la nazionale; vestendo la maglia azzurra, Giulia ha riportato due medaglie di bronzo in altrettanti Campionati Europei.  

Nell’intervista di seguito, Roberto racconta la sua passione e spiega il suo lavoro, dando alcuni consigli a coloro che vorrebbero intraprendere una carriera nel campo della boxe.

Roberto, perché una famiglia dovrebbe iscrivere il figlio o la figlia ad un corso di pugilato?  
L'iscrizione di un bimbo ad un corso di "gioco della boxe", così chiamiamo il turno dei piccoli dai 6 ai 12 anni, è senza dubbio una possibilità per dare ai ragazzi ed alle ragazze maggiori capacità motorie, coordinative ed anche una maggior sicurezza nei propri mezzi sia fisici che psicologici. Infatti, quando nel corso dei mesi anche i più piccoli capiscono che ciò che stanno imparando ha un significato interiore e che è un bagaglio per la vita, le loro qualità anche scolastiche migliorano - così ci dicono i genitori - così come avviene per la comunicazione in famiglia e verso l’esterno.  

Qual è lo spirito di questo sport?  
La boxe è chiamata non a caso la “Noble Art”; lo spirito che contraddistingue un pugile è quello dell'educazione per se stessi e verso gli altri, che siano compagni od avversari; si capisce il valore della fatica e si apprezza come, allenandosi, la struttura fisica si modifica e si diventa più sicuri con se stessi; tutto ciò grazie alla graduale crescita, che avviene da quando si comincia per poi apprendere  come ci si difende e come si attacca.    

A quale età la bambina ed il bambino possono essere avviati al pugilato?  
I più piccoli cominciano già a 5 anni, perché possono già eseguire le prime prove nei Criterium che la FPI gestisce e di cui affida l’organizzazione alle varie associazioni. Il pugilato giovanile è aperto a maschietti ed a femminucce fino a 12 anni; è un ambiente solare e divertente; il nostro club può contare sulla collaborazione di due giovani pugili: Alessio Vergnano e Cecilia Pinnola, rispettivamente di 16 e di 19 anni. Il pugilato rientra nella categoria degli sport da combattimento a contatto pieno.

Roberto, possiamo rassicurare le famiglie che, nel settore giovanile, è prevista la “simulazione” della pratica sul ring dello scambio di pugni?
In che cosa consiste questa prova che dà un senso a tutto il lavoro svolto, passo dopo passo, in palestra?  
Come dicevo prima, il pugilato per i più piccoli non comprende assolutamente la pratica vera e propria della boxe, ma è un avviamento al pugilato, e l'impegno per i giochi è principalmente coordinativo, effettuando dei percorsi tecnici, saltando la cordicella ed eseguendo un lavoro al sacco; per i più grandi, dai 10 ai 12 anni, è prevista una simulazione, senza contatto, di temi che vengono assegnati dal responsabile sul ring.  

In generale nel Settore Giovanile un corso di pugilato quale impegno richiede durante la settimana?  
L'impegno che chiediamo ai nostri cuccioli è di due giorni a settimana, il martedì ed il venerdì dalle 17:30 alle 18:30; inoltre, una volta al mese circa, per chi lo desidera e per chi è preparato, proponiamo delle prove in varie località del Piemonte.  

Roberto, per i giovani pugili corsisti è preferibile seguire un tipo di alimentazione particolare? 
Per i più piccoli non imponiamo ristrettezze alimentari, perché devono comunque divertirsi e non avere la spada di Damocle sul collo per mangiare questo o quello; chiaramente le cose cambiano decisamente quando i ragazzi cominciano a gareggiare ed a svolgere competizioni agonistiche.  

Parliamo della passione delle bimbe e delle ragazze per il pugilato. Un tuo pensiero in merito.  
Credo che per le bimbe piccole sia una sorta di sport come gli altri; vedono in palestra che si fanno dei percorsi, si salta la corda e ci si coordina; la bellezza di indossare i guantoni può essere un’arma per convincerle.  

Che cosa ti piace della tua missione di istruttore di pugilato giovanile? Ti senti innanzitutto un educatore prima che un tecnico? 
Intanto vorrei puntualizzare che non sono solo a svolgere questa missione, fortunatamente, perché gli impegni sono tanti: i piccoli, le ragazze, il settore giovanile agonistico, gli elite, la boxe light. Mi affianca Nicolò Tarricone per i bimbi e gli agonisti ed altri due tecnici mi aiutano alla grande in questa passione che senza dubbio ha un fine educativo; i più piccoli ci vedono come delle entità irraggiungibili e fanno molta attenzione ad ogni nostra parola e movimento; il nostro è un ruolo fondamentale nella loro crescita ed è per questo che lo si può fare solo se dentro provi voglia e passione.  

Che cosa richiedi ai tuoi allievi durante la stagione sportiva?  
Agli allievi io richiedo principalmente correttezza; noi siamo lì a sacrificare il nostro tempo, la nostra libertà e le nostre spalle quando facciamo svolgere certi tipi di esercizi; cerchiamo di portarli in giro a fare conoscere loro altri tipi di allenamenti; ci facciamo in quattro e poi ancòra in otto e così via, ma pretendiamo il rispetto e la volontà di perseguire un obiettivo qualunque sia per ognuno di loro. L’associazione ha un organico ed una sede presso il Fitness Club in Ponderano, dove possiamo fare veramente ciò che vogliamo grazie ad una sala a completa disposizione.  

Conclusione alla Gigi Marzullo. Roberto Scaglione istruttore di pugilato giovanile. Il sogno nel cassetto?  
Diciamo che di sogni ce ne sono ancora tanti, ma sinceramente mi piace di più definirli obiettivi ed in questi anni ne abbiamo centrati altrettanti; ora ciò che vorrei nell'imminente è creare un campione italiano ed organizzare un evento a carattere nazionale. Una volta raggiunti questi risultati, ci metteremo in moto per i successivi. 

Carlo Guglielminotti Bianco

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