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Circondario | 20 aprile 2018, 17:07

Manifesto a Ponderano, lo scontro continua. Chiorino: "Assessore non aderirò mai al suo pensiero"

Manifesto a Ponderano, lo scontro continua. Chiorino: "Assessore non aderirò mai al suo pensiero"

Prosegue lo scontro tra il sindaco di Ponderano Elena Chiorino e l'assessore regionale Monica Cerutti. Il diverbio, che si è diffuso sul web, è iniziato qualche giorno fa, quando l'assessore alle Pari Opportunità ha pubblicato sul suo sito un post attraverso il quale si dichiarava contraria al gesto del primo cittadino ponderanese, che martedì 17 aprile ha affisso in paese e a sue spese il manifesto pro vita rimosso da Roma.

Dopo un botta e risposta iniziale, le due esponenti politiche hanno continuato ad esprimere chiaramente le loro rispettive prese di posizione: "La 194 - scrive la Cerutti sul suo sito ufficiale - è una legge che dà libertà, tutela la salute della donna e grazie ad essa è stato contrastato efficacemente l’aborto clandestino. Manifestare contro questa norma, perché quello è l’intento del manifesto appeso da Elena Chiorino, significa manifestare contro il diritto delle donne a vedere tutelata la propria salute e banalizzare una scelta sofferta: quella di chi decide di interrompere la gravidanza".

Secondo l'assessore, manifestare il proprio pensiero non significa offendere gli altri e intromettersi nelle scelte personali ma "il manifesto anti-aborto insulta, cerca di far sentire colpevole la donna. È un’accusa, nemmeno tanto velata, alle madri che scelgono di non proseguire la gravidanza". Monica Cerutti conclude la sua dichiarazione sostenendo che parole come "sindaca" e "assessora" sono ormai accettate: "La lingua è qualcosa che cambia. Coloro che cercano invece di limitare la libertà di scelta delle donne, invece, non cambiano mai. Anzi vorrebbero riportarci al Medioevo dei diritti".

Il primo cittadino risponde a denti stretti: "Ribadendo - dichiara - i miei ringraziamenti all’assessore Monica Cerutti, che con la sua attività continua a conferire grande visibilità al mio gesto, mi vedo comunque costretta a manifestare tutto il mio rammarico per il fatto che lei, nel difendere le sue posizioni, sia forzata ad utilizzare tutta la tracotanza di cui dispone per cercare di trasformare una verità scientifica in un romanzo noir di bassa lega. Posso comprendere che la frustrazione dell’assessore la spinga ad elemosinare visibilità sfruttando l’eco del mio gesto, ma ciò che non comprendo è l’acredine che la pervade alla vista dell’immagine di una vita nascente. Acredine che la porta a una visione alquanto distorta della bellezza dell’esistenza e, ancora peggio, la spinge a pensare che la libertà di opinione consista unicamente nell’adesione al pensiero unico che, guarda caso, coincide con il suo. Una linea in perfetta tendenza con la censura già attuata dalla Raggi appoggiata in toto dal Partito Democratico.

Ribadisco poi all’assessore Cerutti - prosegue - che può evitare di sprecare ulteriore tempo nel richiamarmi ad aderire al suo pensiero: non avverrà mai. E ne approfitto per esortarla a una maggiore umiltà: Lei assessore non è un mio superiore, glielo spiegano bene i testi di diritto. Se la notizia la lascia perplessa, insieme alla Costituzione e a tutti gli articoli della legge 194, la invito a ripassare anche il diritto pubblico. La vita è sorriso, triste sapere che la signora Cerutti intraveda solo dietrologia, insulti e lugubri film dietro ciò che, chi non è incattivito da tetre visioni, percepisce semplicemente come natura e libertà".

bi.me.

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