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Valli Mosso e Sessera | martedì 13 marzo 2018, 16:00

Portula: Migranti, oltre la protesta

Portula: 30 migranti ospiti di una struttura privata in Frazione Granero gestita dalla Cooperativa La Nuvola, una protesta, ieri 12 marzo, per il mancato pagamento del pocket money, un blocco stradale, un atto di vandalismo nei confronti di un'automobilista che voleva forzare il blocco per recarsi al lavoro.

Questo è il sunto, in pochissime parole, della giornata di ieri che ha messo al centro della cronaca il paese valsesserino. 

Siamo andati a vedere di persona per cercare di capire, di vedere oltre la protesta.
Incontriamo il Sindaco, Fabrizio Calcia Ros, che ci fa un quadro generale della situazione e che già lo scorso anno era intervenuto per acquietare le proteste dei migranti mediando le richieste in un incontro con i responsabili della cooperativa.

http://www.newsbiella.it/2017/07/21/leggi-notizia/argomenti/attualita-1/articolo/protesta-migranti-a-granero-calcia-ros-ritardi-sul-pocket-money-non-sulle-visite-mediche.html

"Posso solo prendere atto delle difficoltà sia dei ragazzi ospiti che degli operatori che ogni giorno devono affrontare una situazione in equilibrio precario. Dopo l'episodio di ieri ho personalmente visitato la struttura coi Carabinieri e non abbiamo trovato riscontri tali da essere motivo di protesta. Il pane era fresco, la carta igienica c'era, ho personalmente visionato le fatture del cibo ed ho visto acquisti di approvvigionamenti di ogni genere. Quello che ha scatenato la rivolta di ieri pare sia il ritardo di alcuni mesi nella consegna del pocket money e anche su questo specifico punto non ho alcuna autorità d'intervento. La Cooperativa ha il mandato prefettizio ed è la Prefettura che deve gestire il controllo, verificare che tutto si svolga nella maniera più regolare possibile e, nel caso, adottare provvedimenti"

Hanno quasi tutti dai 18 ai 22 anni, con qualche eccezione, gli ospiti di Frazione Granero; qualcuno di loro scende in cortile - non ci è stato permesso di entrare nella struttura - uno alla volta, mi trovo con una decina di ragazzi con cui non è facilissimo il dialogo.

In alcuni di loro c'è rabbia a prescindere, e il cibo, forse anche i soldi che non arrivano e le condizioni in struttura sono un evidente pretesto per dare a quella rabbia una via d'uscita. E' la rabbia di ragazzini che se ne sono andati dalla loro terra attirati da una illusoria vita nel mondo delle favole e da un mondo dorato promesso da chi aveva solo interesse nei conti economici. Parcheggiati in strutture, inattivi, con tanto tempo per costruire un aggregato negativo che non può far altro che generare altra rabbia e azioni esasperate come quella di ieri.

Quello che manca veramente è un progetto serio di integrazione. Dal momento in cui vengono parcheggiati, tranne qualche volontario che si prende a cuore le varie situazioni, c'è il nulla. Molti dei ragazzi, ospiti a Portula, sono analfabeti, provengono da piccoli paesi che vivono di pastorizia e agricoltura ed è in quel settore che, probabilmente, potrebbero avere uno sbocco lavorativo se la formazione e il reinserimento venissero programmati e strutturati con una vera volontà di risoluzione. "L'accoglienza non è più una emergenza, sono cambiate le condizioni e bisogna affrontare il problema in maniera differente - ci dice un operatore - con una concreta volontà di includere. Ogni iniziativa è sporadica e frutto della sensibilità del singolo volontario che vive giorno per giorno insieme ai ragazzi, ma non c'è alcun programma, ne' obiettivi costruttivi. Tutto è lasciato al caso. Dopo l'accoglienza in struttura, oltre alla quotidianità e alle procedure di rito standard, nessun ente si adopera per portare avanti progetti concreti di reinserimento".

Che si vada necessariamente verso una società multietnica è inevitabile, smorzare i toni dell'intolleranza anche, andare oltre la protesta è indispensabile. La guerra tra poveri, gli insulti dei leoni da tastiera, la lotta tra colori non porteranno sicuramente ad una soluzione, anzi, distoglieranno completamente l'attenzione dalle reali responsabilità di chi ha favorito l'immigrazione selvaggia che riduce esseri umani a merce di scambio, che crea capri espiatori per fomentare odio razziale.. come dire.. fra i due litiganti..
 

 

 

Catia Ciccarelli

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