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POLITICA | giovedì 19 ottobre 2017, 15:23

Burcina, faggio rimasto a terra cinquanta giorni. Robazza interroga sulla sicurezza del parco

Un grande faggio caduto in Burcina e rimasto a terra per una cinquantina di giorni è il tema di una interrogazione presentata dal consigliere della Lista Civica Biellese, Paolo Robazza. 

"Il 1 gennaio 2012 il Parco Burcina è stato inserito nell’Ente di Gestione delle Riserve Pedemontane e Terre d’Acqua unitamente alle riserve di Bessa e Baraggia ed al Parco delle Lame del Sesia - scrive Robazza - l’attuale Amministrazione del Comune di Biella si è dimostrata fin da subito critica e non soddisfatta dalla gestione del Parco Burcina da parte dell’Ente. Il 01/01/2016 l’Ente di gestione delle Riserve Pedemontane e Terre d’Acqua è stato soppresso con L.R. 19/2015 ed incorporato dall’Ente di gestione del Ticino e Lago Maggiore creando un unico macro ente gestore dalle dimensioni abnormi, dal Ticino alla Burcina, nel totale silenzio-assenso dell’attuale Amministrazione del Comune di Biella (che si sarebbe potuta opporre) forse dettata dalla speranza (poi disillusa) dell’assegnazione diretta della gestione del Parco Burcina al Comune di Biella".

"La realtà attuale è che il Parco Burcina è gestito dall’Ente Ticino e Lago Maggiore con sede a Cameri (NO), con organi ed amministratori ancora più distanti rispetto al recente passato, con un peso strategico diminuito ed in competizione interna con territori a forte valenza turistica come le aree del Lago Maggiore - afferma l'esponente di Lista Civica - nei giorni scorsi sono venuto a conoscenza dello schianto a terra di un faggio nella zona della Conca dei Rododendri nel Parco Burcina, una delle zone maggiormente frequentate del Parco stesso, avvenuto nei primi giorni di agosto. Lo schianto è avvenuto in un periodo dell’anno ed in una fascia oraria in cui il Parco è frequentato da visitatori, che tali fruitori sono tipicamente famiglie con bambini e che il faggio è rovinato su una delle panchine del viale dei Rododendri, fortunosamente sgombra in quel momento. Il grande albero caduto è stato sezionato e rimosso solamente ad inizio del mese di ottobre con un intervento frettolosamente deciso dopo quasi due mesi di inerzia amministrativa dell’Ente gestore del Ticino e Lago Maggiore".

Per tutte queste ragioni, Paolo Robazza chiede al sindaco di Biella e all'assessore competente perchè "il grande faggio secolare è rimasto per 50 giorni tristemente adagiato a terra deturpando uno degli angoli più belli e frequentati del Parco Burcina e diventando un macroscopico indicatore di inerzia ed inefficienza da parte dell’Ente gestore del Ticino e Lago Maggiore". Robazza vuole sapere "se anche altri alberi di dimensioni e vetustà analoghi al faggio caduto sono stati sottoposti a controllo di stabilità durante un “recente controllo” precedentemente citato. Quali sono, infine, le garanzie di sicurezza offerte ai numerosi visitatori che continuano ignari a passeggiare e sostare sulle panchine situate sotto gli altri faggi coetanei di quello schiantato e se il Parco Burcina si possa ritenere sicuro per i visitatori o, al contrario, si ritenga (in qualità di proprietario del sito) di richiedere una parziale o totale interdizione all’accesso nelle aree a rischio per tutelare l'incolumità dei visitatori, informando pubblicamente sul potenziale pericolo, fino a che le necessarie e doverose verifiche di stabilità non saranno concluse".

l.l.

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