/ COSTUME E SOCIETÀ

Che tempo fa

Cerca nel web

COSTUME E SOCIETÀ | mercoledì 13 settembre 2017, 10:40

Candelo: Partigiani Australiani nel Biellese, la storia poco conosciuta della Resistenza

Il Comitato Provinciale Biellese dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, in collaborazione con Verdi Candelo Cineclub e Tipografia-Editrice Baima&Ronchetti, organizza per martedì 19 settembre alle 21 una serata sul tema Prigionieri di guerra alleati nelle nostre valli, un aspetto poco noto del periodo della Lotta di Liberazione. Nel corso della serata al Cinema Verdi di Candelo sarà presentato il libro Partigiani Australiani nel Biellese, di Lynette Oates e Ian Sproule, e verrà proiettato il video-documentario Un papavero rosso a Canisei

Il libro, scritto da Lynette Oates, raccoglie la testimonianza di Ian Sproule, POW (Prisoner of War) reduce dall'Italia, ed è stato tradotto dagli studenti della classe 5B del Liceo Scientifico "A. Moro" di Rivarolo Canavese nell'anno scolastico 2016-2017, a cura degli Insegnanti Claretta Coda, Maria Elena Coha e Massimiliano Vigna. Il soldato Australiano Ian Sproule e alcuni suoi compagni delle Australian Imperial Forces, catturati nel deserto nord-africano, furono destinati al lavoro nelle risaie vercellesi, fino alla fuga a seguito dell'armistizio dell'8 settembre 1943.
Ian trovò l'aiuto insperato e generoso delle genti piemontesi e, nei pressi del "Santo Wario" di Graglia, incontrò Elda partecipando alla lotta partigiana: infine, dopo una marcia estrema di nove giorni attraverso le montagne, raggiunse la Val d’Isère appena liberata dagli Alleati. Una storia vera d'amore, di guerra e di immensa gratitudine.

Il video-documentario su Canisei, prodotto dalla sezione A.N.P.I. Vallecervo e realizzato da Pier Giorgio Clerici, racconta due vicende. La prima è quella di 7 POW Australiani e Neozelandesi rifugiatisi sul monte Casto in Valle Cervo, nella cascina Canisei, dove vissero aiutati dalla popolazione locale fino al 24 aprile 1944, quando in seguito ad una delazione furono scoperti dai fascisti della Guardia Nazionale Repubblicana: tre di essi furono barbaramente trucidati, gli altri quattro nuovamente fatti prigionieri e deportati. La seconda storia riguarda invece un gruppo di POW accolti e protetti, nonostante i gravi rischi a cui ci si esponeva, dalla famiglia di Giorgio Bosazza di Montesinaro fino alla fine della guerra.

c. s. Anpi Biella g. c.

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore