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CRONACA | lunedì 17 luglio 2017, 12:11

Biella: Sono tre i presunti "furbetti del cartellino" in seno all'ex Corpo forestale

I militari, già trasferiti in altre sede, hanno ricevuto un avviso di garanzia per truffa ai danni dello Stato. Le indagini sono condotte dal sostituto procuratore della Repubblica Mariaserena Iozzo e coordinate dal Maresciallo dei Carabinieri presso la Procura, Tindaro Gullo. Sarebbe davvero cospicuo il monte ore di servizio retribuito ma non effettivamente prestato

Carabinieri vs. Carabinieri. O meglio, vs. Forestale. Cioè sempre Carabinieri, se è vero, come è vero, che dal primo gennaio di quest'anno non esiste più il Corpo Forestale dello Stato e, per volere del ministro Madia, gli ex agenti della Forestale sono magicamente diventati Carabinieri pure loro.

Carabinieri vs. Carabinieri, si diceva. Ma non si tratta di una partita di calcetto o di basket, bensì di un'indagine condotta dal sostituto procuratore Mariaserana Iozzo. Sulla sua scrivania c'è un fascicolo che riguarda tre presunti "furbetti del cartellino". E i tre sono proprio ex agenti della Forestale, che ora si chiama "Comando per la Tutela Forestale, Ambientale, e Agroalimentare dei Carabinieri", con sede a Biella in via Pietro Micca 3.

Non si sa molto sull'indagine in corso, c'è grande riserbo, trattandosi, evidentemente, non di semplici cittadini, ancorché dipendenti pubblici, ma di veri e propri militari. I tre indagati avrebbero già ricevuto i rispettivi avvisi di garanzia e le indagini sulle ipotesi di reato a loro ascritte (prima fra tutte la truffa ai danni dello Stato, ndr) sono seguite dagli uomini del maresciallo Tindaro Gullo, responsabile della Sezione dei Carabinieri in Procura. Ma sul caso sono stati impegnati anche altri colleghi dei tre agenti, un reparto della stessa ex Forestale.

Di sicuro l'attività degli inquirenti è concentrata sul mancato rispetto degli orari di lavoro. A mettere nei guai i tre Carabinieri, ora trasferiti in altra sede, ci sarebbero pedinamenti e intercettazioni telefoniche, oltre a fotografie e filmati che non lascerebbero adito a particolari dubbi sulla scorrettezza dei comportamenti tenuti dagli indagati. Sarebbe davvero cospicuo il monte ore di servizio retribuito, ma non effettivamente prestato, sia per il mancato rispetto dell'orario di lavoro che a seguito di allontanamenti e uscite non giustificati.

Vincenzo Lerro

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