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SPORT | sabato 15 luglio 2017, 17:00

A Biella le origini della Formula Uno FOTOGALLERY

Sul circuito di Biella, Carlo Felice Trossi- vincitore del Campionato Europeo della Montagna su Alfa Romeo nel 1933 – si aggiudicò la vittoria sui leggendari Achille Varzi e Tazio Nuvolari, storici piloti ammirati per le loro gesta.

Il mondo della Formula Uno richiama probabilmente il maggior numero di appassionati tra gli amanti dei motori e presumibilmente il patron Bernie Ecclestone non leggerebbe mai una richiesta da parte della capitale laniera biellese per un ipotetico Gran Premio di Formula Uno, ma forse non sa che quello che oggi è il più grande circus sportivo al mondo ha avuto origine anche a Biella. L'idea di realizzare un circuito all'interno della città di Biella nacque per caso una sera durante una riunione nella sezione R.A.C.I. (Reale Automobile Club Italia) ora A.C.i. richiamando alla memoria la gara ormai sorpassata Biella-Oropa nell' edizione storica dal 1921. Le proposte per la realizzazione di questo evento erano tutte tanto interessanti quanto difficilmente realizzabili, per alcuni si trattava addirittura di un progetto impossibile. Ma grazie all'impegno e allo sforzo costante di alcuni uomini, tra cui Alfonso Rivetti, Gian Maria Basini, Mongilardi e Piero Pozzo, che si occupò della messa in sicurezza del percorso, si disputò la competizione nella giornata del 2 settembre 1933.

Era una giornata limpida, la città era ricca di entusiasmo, la voglia di far festa regnava tra i 30 mila presenti sparsi nelle diverse tribune e lungo tutto il percorso. Gli applausi si confondevano con il rombo dei motori delle auto guidate dai più grandi campioni italiani. Tra i presenti, in tribuna d'onore, emergevano le figure della Duchessa di Pistoia e dell'onorevole Pietro Parisio, affiancate dalle autorità cittadine. Fino a quel giorno, in Piemonte, solo Alessandria disponeva di un circuito. Quello di Biella si snodava nelle vie della città per un totale di 2.2 km: l'anello comprendeva via Torino, via Lamarmora, Via Vittorio Emanuele (ora Via della Repubblica), via Cernaia, la salita dell'Ospedale ( ora Via Guglielmo Marconi), Viale Principe del Piemonte ( ora Viale Giosuè Carducci), Viale Regina Margherita (ora Viale Matteotti) e, nonostante la breve lunghezza del percorso, questo racchiudeva difficoltà volte a porre in evidenza la bravura e lo stile dei piloti.

La corsa automobilistica era divisa in 3 batterie da 25 giri l'una (55 km), e prevedeva una finale di 40 giri (88 km) alla quale avrebbero preso parte i primi due classificati di ciascuna batteria e il terzo classificato con il miglior tempo. A sfidarsi nella prima batteria furono Trossi, Biondetti, Premoli, Minozzi e Casareto. Dal quinto giro conquistò la testa della gara Carlo Felice Trossi, che con la sua Alfa Romeo 3000 concluse in 40' 44'' 1/. A dominare la seconda batteria un leggendario Tazio Nuvolari alla guida di una Alfa 2300 in 40' 19'' che, per difendere la prima posizione, dovette lottare caparbiamente contro Farina. La terza batteria fu l'unica ad essere corsa al completo, in quanto nessun pilota dovette abbandonare o uscì fuori strada. A concludere per primo Achille Varzi, con un'Alfa Romeo 3000 in 39' 42'', seguito dalla Bugatti Sport guidata da Brivio. Carlo Felice Trossi, Tazio Nuvolari, Antonio Brivio, Giovanni Minozzi, Giuseppe Farina e Renato Balestrero corsero la finale. La Duchessa di Pistoia diede il via a quest'ultima corsa: tutti scattarono sul breve rettilineo delle tribune, ma Trossi rimase chiuso alla prima curva. Anche Nuvolari presentò alcune difficoltà a causa della scarsa aderenza delle gomme e dell'ammortizzatore posteriore danneggiato, ma non era il solo ad avere problemi. Anche Brivio, infatti, fu costretto a procedere con prudenza per problemi meccanici fino al 25esimo giro, quando decise di ritirarsi. Minozzi concluse in testa il primo giro, seguito da Varzi.

Durante il secondo giro Trossi attaccò Farina e Varzi si portò facilmente al comando, dove vi rimase fino al 12esimo, quando Trossi lo sorpassò ma rimanendo in testa solo per 2 giri. Contemporaneamente Minozzi fu costretto a fermarsi ai boxes per regolare i freni, e decise di rinunciare alla gara ritirandosi. Nelle prime posizioni Trossi e Varzi continuarono a contendersi il primo posto, fino a quando Trossi se lo aggiudicò definitivamente grazie anche alla resa dell'avversario. Ma a pochi metri dall'arrivo attese Varzi per concludere quasi in contemporanea la competizione, con solo una ruota o poco più di vantaggio.

Questa la classifica della finale:

1. Trossi Felice, con Alfa Romeo 3000 in ore 1.02' 57'' 1/5

2. Varzi Achille, con Alfa Romeo 3000 in ore 1.02.57'' 2/5

3. Farina Giuseppe, con Maserati 1500 in ore 1.03' 44'' 2/5

4. Brivio Antonio, con Bugatti 2300 in ore 1.04' 10'' 3/5

5. Balestrero Renato, con Alfa Romeo 2600 fermato al 39esimo giro

A caratterizzare questa competizione furono la correttezza dei partecipanti, l'atmosfera di gioia e l'entusiasmo di tutti i presenti.  

Michele Mini

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