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CULTURA E SPETTACOLI | venerdì 19 maggio 2017, 10:08

“Esporre la propria opera è un sogno che si realizza”. L’autrice biellese Giulia Coppa esordisce al Salone del Libro

“Io mi vedo come lo scrittore che scrive e basta e che non si preoccupa di convincere le persone. Se   qualcosa ti piace o ti interessa non hai bisogno che qualcuno ti convinca”. Queste le parole di Giulia Coppa, giovane scrittrice emergente di Biella e autrice della sua prima fatica letteraria La gloria del sangue, primo capitolo fantasy di una futura trilogia, che verrà presentato dalla stessa, nel pomeriggio di  lunedì 22 maggio al Salone del Libro di Torino. Un sogno a lungo accarezzato e pienamente realizzato in questi ultimi giorni.

Giulia, a stento riesce a trattenere la gioia immensa di questa enorme possibilità, agognata da qualsiasi autore, scrittore, editore. Cosa prova in questo momento?

“Sono emozionata e pienamente soddisfatta di ciò che ho raggiunto in questi mesi. Fin da quando ero bambina, visitavo spesso il Salone del Libro e immaginavo a quanto poteva essere affascinante poter esporre un proprio libro sopra uno di questi scaffali. È un sogno che si realizza e spero che sia un’occasione che si possa ripetere nei prossimi anni; inoltre, sono profondamente motivata a proseguire lungo questo cammino, senza pormi alcun limite”.

La gloria del sangue è un’opera fantasy con continui rimandi alla realtà e al nostro splendido territorio: perché ha scelto di affrontare un genere come il fantasy raramente esplorato dagli scrittori biellesi?

“Il fantasy è un genere letterario che rimarrà per sempre nel mio cuore: è come il primo amore, non si scorda mai! La gloria del sangue, in particolare, è un romanzo urban fantasy, dove parte della storia narrata è ambientata in una città del nostro mondo con continui rimandi ad una realtà e un universo totalmente inventato e strettamente legato alla società umana. Inoltre, all’interno del romanzo, convergono tra loro più generi, come l’horror, il giallo e molto altro ancora”.

Qual è stata la genesi de La gloria del sangue e di cosa parla?

“Questo romanzo è il frutto di un lavoro precedente, ancora in corso d’opera, e di un periodo di trasformazione e crescita personale particolarmente burrascoso. Molte idee non erano adatte  così un giorno, seduta ad un locale col mio pc personale, ho iniziato a scrivere di getto qualche riga e, col trascorrere delle settimane, quelle righe si sono trasformate in pagine, capitoli, dando inizio ad un viaggio indimenticabile.

Riguardo alla seconda domanda, preferisco non rivelare il contenuto del libro per favorire la continua scoperta e sorpresa al lettore: semplicemente posso dire che è la storia di una giovane ragazza di nome Alessia, che ha perduto l’amore della sua vita, suscitando in lei profondi turbamenti fisici e psichici. Col tempo, l’occhio disinibito e superficiale con cui osserva l’esistenza altrui si modifica all’improvviso svelando arcaici e fantastici universi. E qui mi fermo ( ride )”.

Quali sono i modelli letterari da cui attinge le sue idee?

“Lasciami premettere che tendenzialmente inizio ad associare un’idea specifica con tematiche di cui voglio parlare. Gli intrecci, gli sviluppi narrativi, i capitoli vengono di conseguenza costituendosi da sé di fronte ai miei occhi.

Sinceramente non credo di possedere veri e propri modelli: ho sempre immaginato di imprimere le mie idee e i miei pensieri su carta e di modellare mondi, personaggi e storie fantasiose. Solo il fatto di pensarlo, mi provocava un’immensa e profonda emozione al cuore, pur non scrivendo nemmeno una riga. Ora, invece, tutto è diverso: la mia mente, infatti, è totalmente incantata da tutto questo. A volte accade che i capitoli si scrivano da soli, altre volte invece occorre scavare negli stessi personaggi attraverso le mie riflessioni che sopraggiungono durante il processo creativo”.

Ci ha confidato tutti i segreti della sua opera e i lettori avranno la possibilità di ascoltarla allo stand Europa Edizioni al Salone del Libro. Quali sono, però,  i prossimi progetti che la attendono?

“In questi mesi sto scrivendo il secondo capitolo della trilogia: sono agitata ed emozionata per i risvolti che sta avendo il corso della storia narrata. Per di più, questo nuovo romanzo è una commistione di generi diversi, dal momento che non si può imbrigliare la creatività propria di ognuno; anche  i personaggi hanno una loro indipendenza di azioni che devono essere sapientemente diretti da chi generalmente scrive. Oltre a questo capitolo, sto redigendo una serie di racconti brevi di genere totalmente diverso dal fantasy ma sinceramente non vedo l’ora che sia lunedì! “.

g.c.

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