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ATTUALITÀ | giovedì 18 maggio 2017, 18:21

Sordevolo, Carlotta Cernigliaro: "Il sindaco Lunardon ci ha dichiarato guerra"

Questa mattina, nel corso di una conferenza stampa appositamente convocata, la proprietaria di Villa Cernigliaro si è tolta qualche sassolino dalle scarpe. Sotto accusa anche un video in cui compare Matteo Salvini

Dimore storiche adibite a "ricovero" per i migrati. Sì o no? Una diatriba molto accesa che vede da una parte i proprietari, che magari hanno bisogno di recuperare risorse economiche per il mantenimento di quelle strutture, dall'altra i teorici del cosiddetto populismo, che su questa "partita" sbottano, sostenendo che, a questo punto, sarebbe meglio dare precedenza ai cittadini italiani in stato di indigenza o di povertà. In questo contesto di accese discussioni, polemiche e strumentalizzazioni di natura politico-partitica si inserisce il caso di Villa Cernigliaro, a Sordevolo. Questa mattina, giovedì 18 maggio, nel corso di una conferenza stampa appositamente convocata, la proprietà ha voluto mettere un punto fermo. 

Tra l'altro, su questa vicenda è intervenuto a gamba tesa il leader della Lega Nord, Matteo Salvini. E lo ha fatto dai microfoni dell'emittente radiofonica di partito, ovvero Radio Padania, e con un video poi rilanciato da "Il Fatto Quotidiano".

Anche il sindaco di Sordevolo, Riccardo Lunardon, non ha apprezzato la "destinazione d'uso" pro accoglienza che Carlotta Cernigliaro e i suoi collaboratori avevano immaginato per un'ala della Villa.

Dal punto di vista pratico, a mettere la parola fine sulla vicenda e a scongiurare l'eventualità che la struttura potesse ospitare un CAS è stata proprio la prefettura di Biella, che ha preferito non concedere il nulla osta opponendo "l'allarme sociale e la promiscuità".

"Villa Cernigliaro - spiega la proprietaria - ha già ospitato in passato soggetti disagiati. Persone svantaggiate con disagio psichico o sociale, come nel caso dei detenuti o ex detenuti. Quindi parliamo anche di persone potenzialmente pericolose, a differenza dei richiedenti protezione internazionale. Negli anni scorsi abbiamo lavorato in piena sintonia e collaborazione con gli Enti pubblici del territorio, ASL, CSM (Centro Salute Mentale, ndr), Comune di Biella ed altri piccoli Comuni, forze dell'ordine nella più totale riservatezza per tutelare l'anonimato di queste persone e delle famiglie. La sinergia che si produce tra un gesto di solidarietà e il contenitore attraverso il quale questo gesto si concretizza ha dato risultati importanti e successi sul piano umano. L'arte è un mezzo molto potente per disgregare e ammorbidire i traumi. La proposta di mettere a disposizione uno spazio della Villa a persone richiedenti asilo è in piena linea con quello che abbiamo sempre praticato".

C'è un altro problema legato all'eventualità di un CAS a Villa Cernigliaro ("Qui - ricorda l'avvocato Emilio Jona, presente alla conferenza stampa di questa mattina - negli anni '38/’39 mio padre incontrava il notaio Germano, Franco Antonicelli, Benedetto Croce, tutta l'intellighenzia liberale e cattolica del tempo, culturalmente antifascista), e cioè il fatto che l'Unione dei Comuni della Valle Elvo abbia ottenuto dalla prefettura la possibilità di attivare uno SPRAR, cosa che escluderebbe l'apertura di un CAS. "Il sindaco di Sordevolo, - continua Carlotta Cernigliaro - dopo aver letto sui giornali che lo spazio era disponibile per un CAS, si è adirato e ci ha dichiarato guerra fin da subito: quindi ha fatto mettere i cartelli di divieto di sosta lungo tutta la strada provinciale e chiuso il parcheggio a disposizione dei nostri clienti e visitatori. Nessuno poteva fermarsi. Per fortuna sono intervenuti i carabinieri e i cartelli sono stati rimossi. In secondo luogo, il sindaco partecipa ad una campagna stampa che cerca di generare sospetti sul progetto, sull'organizzazione, screditando le nostre scelte e minando così le attività sia commerciali che sociali".

Ancora, il video messo in onda da Radio Padania in cui viene contattata telefonicamente Carlotta Cernigliaro evidenzia profili di rilevanza penale? "Abbiamo risposto alle domande ignari di essere in diretta - afferma Carlotta Cernigliaro - e soprattutto del fatto che ci fosse Salvini al fianco del giornalista intervistatore. Un'intervista appositamente preparata. Questo show di volgari sberleffi lo valuteremo sulla base degli abusi commessi perché sono stati superati i limiti entro cui può essere manifestato il dissenso".

"Questa vicenda - conclude l'avvocato Jona - è interessante sul piano sociologico e sul piano antropologico: c'è un coacervo di ignoranza, di mancanza di buona fede, di volgarità, di distorsione dei fatti che è proprio una specie di specchio di una situazione non soltanto italiana ma assolutamente generalizzabile. Fa parte di quello che è una cultura prevalente del tempo, una cultura dell'apparenza in cui la verità e la falsità dei fatti hanno la stessa dimensione: un fatto vero è vero come quello falso e viceversa".

Vincenzo Lerro

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