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Enogastronomia | domenica 14 maggio 2017, 07:10

Enrico Covolo, da 27 anni il re dello zafferano a Coggiola FOTOGALLERY

Foto nuke.verdisegni.org

Il Biellese è una terra spesso sottovalutata, a volte abbandonata, ma che ospita ancora oggi diversi artigiani, agricoltori ed appassionati, che trasformano il loro lavoro in arte. Proprio come ha fatto Enrico Covolo, 52 anni, che dal 1985 coltiva zafferano a Coggiola.

“Ho iniziato per curiosità - racconta Enrico a Newsbiella -, mi piace sperimentare. A Coggiola ho provato anche a coltivare il cotone, i fagioli, gli arachidi, il mais. Con lo zafferano ho iniziato 27 anni fa: frequentavo l’Università degli Studi di Torino e mi trovavo nei pressi di Porta Palazzo quando ho trovato una bottega che vendeva sementi varie. Ho preso una decina di bulbi e ho iniziato a coltivarli”.

Per i primi anni, Covolo ha coltivato il cosiddetto “oro rosso” per la sua famiglia ma, con l’aumentare dei bulbi, del raccolto e dello spazio coltivato, ha iniziato a far conoscere il suo prodotto “Made in Coggiola” alle fiere dedicate. “È un lavoro abbastanza complesso - afferma a Newsbiella -, ma tutto dipende da quanti fiori si coltivano: una quantità di 5 o 6mila bulbi è difficile da gestire da soli”.

Enrico Covolo lavora in un’azienda informatica che si occupa di medicina del lavoro, ma gestisce anche l’azienda agricola “Il Vecchio Melo”, nella quale non si limita alla produzione di zafferano: “Negli anni - spiega a Newsbiella - ho recuperato circa 270 varietà di mele, oltre a coltivare pere ed uva su una superficie di 20 mila metri quadri a terrazzi”.

La coltivazione dello zafferano richiede una grande manodopera: tra agosto e settembre, i bulbi vengono impiantati in un terreno, tassativamente sabbioso, per poi essere raccolti nel loro periodo di fioritura, tra ottobre, novembre e dicembre. Il bulbo ‘madre’ cresce durante l’inverno per poi degenerare in primavera dando vita a due o tre ‘figli’. Il ciclo si chiude a giugno, quando l’erbetta si secca e i bulbi sono pronti per essere raccolti e ripiantati.

“Una volta raccolti i fiori - spiega Covolo a Newsbiella - stacco gli stimmi per metterli ad essiccare. Successivamente, li ripongo in un contenitore di vetro privo di odori, in un luogo buio e asciutto, perché le componenti principali della spezia sono molto sensibili alla luce e all’umidità”.

Tra il 2015 e il 2016, l’agricoltore di Coggiola ha iniziato alcune collaborazioni con altre aziende del Biellese, dando vita a specialità culinarie nate dall’unione dei sapori locali al gusto deciso della spezia orientale: birra artigianale, tomette di capra, liquore, aceto di mele, praline al cioccolato bianco e addirittura gelato allo zafferano. Nella giornata di oggi, 14 maggio, Enrico Covolo parteciperà alla Festa di Primavera dell’Oasi Zegna, organizzata alla Brughiera di Trivero, per presentare i suoi gustosi prodotti ‘a chilometri zero’.

bi.me.

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