/ CoSRAB per il territorio

Che tempo fa

Cerca nel web

CoSRAB per il territorio | venerdì 31 marzo 2017, 13:20

COSRAB: Pizzi presenta osservazioni in Conferenza regionale dell'Ambiente

Maggiori vincoli per la tutela della Valledora e per tutto il Basso Biellese rispetto alla possibilità di nuove discariche, comprese quelle di rifiuti speciali. Altri vincoli vengono richiesti per la tutela delle acque potabili rispetto alle attività agricole e industriali

Lunedì scorso, 27 marzo, Alessandro Pizzi, vice presidente di Cosrab, partecipando al Comitato tecnico della Conferenza regionale dell'Ambiente, ha presentato per conto del Consorzio alcune osservazioni sulla proposta di deliberazione della Giunta Regionale avente ad oggetto "Aree di ricarica degli acquiferi profondi - disciplina regionale ai sensi del Piano di Tutela delle Acque (articolo 24, comma 6, delle Norme di Piano del PTA)".

"Con la presente, - si legge nel testo di Pizzi - in relazione all'oggetto, si osserva quanto segue: a) Il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 'Norme in materia ambientale' all'articolo 94, commi 7 e 8, stabilisce che 'le zone di protezione devono essere delimitate secondo le indicazioni delle Regioni o delle Province autonome per assicurare la protezione del patrimonio idrico. In esse si possono adottare misure relative alla destinazione del territorio interessato, limitazioni e prescrizioni per gli insediamenti civili, produttivi, turistici, agro-forestali e zootecnici da inserirsi negli strumenti urbanistici comunali, provinciali, regionali, sia generali sia di settore' e che 'ai fini della protezione delle acque sotterranee, anche di quelle non ancora utilizzate per l'uso umano, le regioni e le province autonome individuano e disciplinano, all'interno delle zone di protezione, le aree di ricarica della falda, le emergenze naturali ed artificiali della falda e le zone di riserva'. b) Ai fini della presente attuazione le aree di ricarica sui quali applicare misure volte al miglioramento o, quantomeno, a garantire il non peggioramento dello stato chimico degli acquiferi profondi e quindi soggette a vincoli nonché delle limitazioni e prescrizioni per gli insediamenti civili, produttivi comprendono anche gli anfiteatri morenici piemontesi: tra questi quello del deposito morenico della Serra tra le provincie di Biella, Vercelli e Torino. c) L'area della Valledora è costituita dalla porzione di territorio che interessa le aree di ricarica dell’acquifero profondo nei Comuni di Cavaglià (Biella), Alice Castello, Santhià, Tronzano Vercellese e Borgo d’Ale (Vercelli). Tale territorio, per le sue caratteristiche storiche, di mancata pianificazione territoriale, assenza di vincoli ambientali e per il suo utilizzo, è sede di una situazione alquanto complessa dal punto di vista qualitativo i dati delle acque sotterranee evidenziano un generalizzato impatto di tipo agricolo (nitrati e prodotti fitosanitari) ed un impatto da composti organici clorurati di probabile o certa origine antropica (ammoniaca, atrazina, cloroformio, cromo, ferro, manganese, mercurio, nichel, nitrati, nitriti, rame e zinco). In questo contesto locale l'analisi delle pressioni ambientali evidenzia che quelle più significative sono riconducibili a siti per lo smaltimento dei rifiuti speciali derivanti da cicli produttivi impattanti (non riconducibili ai rifiuti urbani pre-trattati) e all'agricoltura o zootecnia intensiva. Per questo motivo si chiede di integrare le disposizioni proposte nel PTA con le seguenti osservazioni:

1. Prevedere il divieto nelle fasce tampone e di ricarica delle falde a livello Regionale la costruzione di nuove discariche di rifiuti speciali pericolosi, non pericolosi e urbani. Può essere solo consentito l'ampliamento di discariche per rifiuti urbani già esistenti al solo fine di consentire il raggiungimento dell'autosufficienza di smaltimento del ciclo integrato dei rifiuti a livello di ATO o 'Area Vasta' come previsto dal Piano Regionale dei rifiuti. Nell'ipotesi di ampliamento di discariche esistenti tale concessione deve essere subordinata in maniera vincolante a sistemi impiantistici innovativi in grado di garantite maggiori protezioni del terreno e delle acque sotterranee rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente. A tal fine lo spessore della barriera geologica naturale avente permeabilità K ≤ 1 x 10 -9 m/s al fondo e alle pareti della discarica, viene potenziato passando da >= 1 m a >= 2,5 m. In tema di impermeabilizzazione del fondo di nuovi impianti o di ampliamento di esistenti può essere prescritto l'utilizzo di un geocomposito bentonitico con permeabilità minore o uguale a 2*10-11 m/s che potrà essere collocato a potenziamento della barriera di confinamento avente spessore maggiore o uguale a quanto riportato nelle misure succitate. Inoltre, raggiunta l'autosufficienza di smaltimento occorre in via prioritaria incentivare programmi di riduzione, riuso e riciclo dei rifiuti in linea con i principi dell'economia circolare al fine di abbandonare definitivamente l'uso dello smaltimento in discarica dei materiali riciclabili e biodegradabili.

2. Inoltre, vista la necessità di preservare la falda da possibili percolazioni e tenuto conto delle caratteristiche litologiche ed idrogeologiche della aree di ricarica è raccomandato, in sede autorizzativa, di prevedere, nel caso di realizzazione di nuovi impianti o di ampliamento di esistenti, di prescrivere la realizzazione di un sistema di misurazione della contaminazione in grado di rilevare tempestivamente la presenza di un eventuale inquinamento e la realizzazione di una barriera idraulica attivabile a seguito di superamenti. Tale sistema dovrà misurare una serie di parametri, ritenuti opportuni in sede autorizzatoria quali indicatori di possibile inquinamento, tra i quali ad esempio ammoniaca, solfati, cloruri e gli altri parametri suddetti. In particolare si condivide la volontà della Giunta regionale di:

3. Vietare ogni altro insediamento o l'ampliamento di nuove attività di discarica di rifiuti nell'area denominata Valledora. Sono fatte salve le procedure in corso alla data di entrata in vigore della presente disciplina per lo smaltimento di rifiuti pretrattati derivanti dai sistemi di raccolta urbana. In oltre si propone di:

4. Estendere le misure specifiche di tutela per l'area Valledora che interessa le aree di ricarica dell'acquifero profondo nei Comuni di Cavaglià (Biella), Alice Castello, Santhià, Tronzano Vercellese e Borgo d'Ale (Vercelli) a tutti i comuni biellesi appartenenti o adiacenti all'apparato glaciale morenico della Serra situati su depositi di alluvioni fluvioglaciali ghiaiose e ciottolose. Queste zone adiacenti alle zone di ricarica delle falde profonde propriamente dette dal punto di vista idrogeologico la posizione marginale del sito in esame rispetto alla depressione quaternaria padana fa sì che gli orizzonti semipermeabili che normalmente isolano il sistema acquifero profondo da quello superficiale siano qui poco continui lateralmente. Tale situazione sommata all'elevata permeabilità dei depositi grossolani superficiali e all'elevata vulnerabilità intrinseca della zona non saturo, rende il sistema profondo suscettibile ad una vulnerazione proveniente dagli strati superficiali. In particolare il vincolo di autorizzazione di nuove discariche e stabilimenti produttivi che detengono o impiegano sostanze a ricaduta ambientale devono estendersi ai comuni di Mongrando (BI), Borriana (BI), Sandigliano (BI), Benna (BI), Cerrione (BI), Verrone (BI), Massazza (BI), Villanova B.se (BI), Dorzano (BI) e Salussola (BI). In queste aree occorre promuovere e favorire con assoluta priorità, anche attraverso appositi incentivi, cicli produttivi e manifatturieri legati al riuso della materia e dell'energia come recupero e riciclo dei rifiuti a basso impatto ambientale.

5. Per analoghi motivi in tutta l'area della Valledora e nelle aree dei Comuni sopracitati si propone di vietare la realizzazione di nuove discariche per rifiuti contenti amianto compresi i depositi sotterranei adibiti a discarica per rifiuti costituiti da manufatti o simili contenenti amianto;

6. Identificare una pianificazione del recupero non solo morfologico complessivo dell'area Valledora, ma anche paesaggistico e ambientale in termini di riutilizzo sociale mediante un progetto di riqualificazione dei siti estrattivi dismessi. Inoltre si condivide la proposta di:

7. Estendere a tutti i Comuni, per le porzioni di territorio comunale ricadenti in aree di ricarica, il divieto impiego del bentazone, già previsto dal DM 9/3/2007 'Limitazioni d'impiego dei prodotti fitosanitari contenenti le sostanze attive bentazone, cinosolfuron, dimetenamide, molinate, quinclorac, nel territorio della regione Piemonte, ai sensi del d.lgs. 17 marzo 1995 n. 194, articolo 5. comma 20' – (pubblicato nella G.U. 28/5/2007 n. 122 - con comuni vietati scala mappale, a scopo sanitario, Ministero della Salute).

8. Effettuare attività di formazione/informazione agli operatori in ambito agricolo, con particolare riferimento alle aree a prevalente vocazione risicola e con particolare attenzione all'utilizzo di terbutilazina e metolachlor, nell'ambito dell'applicazione del Piano d'Azione Nazionale per l'uso sostenibile dei fitosanitari e del protocollo d'intesa di cui alla DGR n. 35-3392 del 30 maggio 2016.

9. Conferire adeguati livelli di priorità alle aree di ricarica degli acquiferi profondi nell'ambito delle attività di controllo e prevenzione sanitaria circa l'impiego dei prodotti fitosanitari previste per la tutela della salute umana.

10. Il recupero ambientale dei siti estrattivi, nei quali è previsto il riempimento dei vuoti di cava, disciplinati dalla normativa regionale vigente in materia di attività estrattive, sarà prioritariamente attuato con l'utilizzo dei rifiuti di estrazione, cosi come definiti dalla vigente normativa statale, prodotti dalla stessa attività estrattiva (consistenti, ad esempio, in limi di lavaggio degli inerti, residui dei processi di lavaggio, selezione e frantumazione, etc.); possono inoltre essere utilizzate terre e rocce da scavo non assimilabili a rifiuto, purché siano compatibili con le caratteristiche litologiche del sito".

red.v.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore