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ECONOMIA | giovedì 16 marzo 2017, 19:41

SEAB: Supera il milione di euro l'utile 2016 della partecipata ASRAB S.p.A.

La società che gestisce l'impianto di Cavaglià fa capo per il 70% alla multinazionale di settore A2A e per il 30% è in mano pubblica, attraverso le quote possedute da SEAB S.p.A. Il presidente Claudio Marampon: "Per una volta nella vita possiamo raccontare ai cittadini biellesi che non tutto il pubblico è da buttare via"

Un caso più unico che raro, quasi un caso di studio verrebbe da dire, quello in cui una società pubblica che ha una partecipazione in un'altra S.p.A. riesca a portare a casa un bel po' di utili. Il bilancio di ASRAB S.p.A. al 31 dicembre 2016 si è chiuso con un utile netto di 1milione e 347mila euro, dei quali il 70% va alla multinazionale privata A2A mentre il restante 30% a SEAB S.p.A. ovvero la parte pubblica. Insieme, SEAB e A2A, si occupano del trattamento dei rifiuti all'interno della discarica di Cavaglià.  

"Negli ultimi anni non è mai avvenuto. - spiega il presidente di SEAB, Claudio Marampon - Per una volta nella vita possiamo raccontare ai cittadini biellesi che non tutto il pubblico è da buttare via. Fortunatamente mi trovo in questa felice condizione; sarebbe stato molto più spiacevole trovarsi a gestire una situazione di perdita, perché poi evidentemente devi andare a chiedere ai tuoi azionisti di ripianare. Invece, in questo caso, strappiamo davvero un ottimo risultato".

Superati i rapporti burrascosi tra ASRAB e COSRB, l'attività della società partecipata che gestisce l'impianto del Basso Biellese ha trovato nuova linfa e nuovo slancio. La definizione del contenzioso ha in effetti condizionato positivamente il bilancio 2016. "Le condizioni oggi - continua il presidente Marampon - sono completamente diverse. La soluzione di un contenzioso che si trascinava dal 2005 aiuta moltissimo, perché adesso ci troviamo a gestire un bilancio basato esclusivamente su un piano industriale. Non c'è più ASRAB da una parte che dà una sua interpretazione delle cifre e COSRAB dall'altra che ne dà una ancora differente. E nel mentre, in questa situazione di sospensione, A2A applica al bilancio le sue tariffe, creando condizioni negative. Adesso, invece, tutto va a beneficio della componente pubblica, perché da un lato si porta a casa un risultato economico positivo, e dall'altro gli importi che generano le tariffe non sono più calcolati su delle previsioni nate da un conflitto tra le parti, ma su un preciso accordo tra COSRAB e A2A, che si basa invece sui quantitativi effettivamente conferiti".

Sotto l'aspetto ambientale tutti ci aspettiamo che i conferimenti diminuiscano in ragione di una crescita nella consapevolezza della necessità di aumentare la differenziata e quindi, in definitiva, di una crescita anche "sociale" nell'approccio al problema dei rifiuti. C'è da considerare, però, anche un altro aspetto, non meno importante, legato al fatto che se esiste, come esiste, un impianto di trattamento, questo deve funzionare e quindi tanto vale renderlo appetibile, magari anche ai territori limitrofi. Tanto più che è stato redatto un recente regolamento regionale, ancora in via di approvazione, nel quale si dispone in materia di trattamento dei rifiuti per le aree in emergenza o in chiusura. Ebbene, queste aree che potremmo definire convenzionalmente "critiche" dovranno fare riferimento ad impianti che insistono su territori contermini.

Attualmente a Cavaglià arrivano rifiuti da Vercelli, Verbania, dall'Eporediese e Genova, ma sulla direttrice dell'autostrada A4, per esempio, potrebbero arrivare anche nuove richieste. "Tutto quello che viene conferito in termini di quantitativi rispetto agli accordi stipulati in sede di transazione fa diminuire il prezzo per i rifiuti dei cittadini biellesi. Se viceversa dovessero arrivare meno conferimenti, i prezzi per lo smaltimento dei nostri rifiuti tornerebbero purtroppo ad aumentare", conclude l'ex sindaco di Valle Mosso.

T.M.

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