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Newsbiella Young | venerdì 10 marzo 2017, 07:21

Il 2020 sarà l’anno delle caldaie a condensazione: Cosa sono e i vantaggi che ne comportano

Il 2020 sarà l’anno delle caldaie a condensazione: Cosa sono e i vantaggi che ne comportano

Il 2020 sarà l’anno della svolta per le tecnologie impiegate per la produzione di calore quando, cioè,le caldaie tradizionali dovranno essere sostituite da caldaie a condensazione. L’obiettivo 20-20-20 è un insieme di misure pensate dall’Unione Europea in conseguenza del Protocollo di Kyoto realizzato per il contrasto al cambiamento climatico. Il “pacchetto”, contenuto nella Direttiva 2009/29/CE, è entrato in vigore nel giugno 2009 e sarà valido dal gennaio 2013 fino al 2020.

L’obiettivo delle misure contenute nelle disposizioni UE consiste nella riduzione delle emissioni dei gas serra del 20%, insieme all’innalzamento del 20% della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili portando al 20% il risparmio energetico. Il raggiungimento di questi obiettivi dipende in larga misura dagli strumenti che impieghiamo per produrre calore. Nelle nostre case, infatti, vengono impiegati generatori di calore che prevedono l’impiego di combustibili diversi: gas, gasolio, legna e pellet.

Molti dei generatori di calore impiegati nelle abitazioni delle nostre città appartengono alla generazione di caldaie che ha preceduto l’evoluzione delle tecnologie moderne e hanno caratteristiche che non sono sempre compatibili con le indicazioni di contenimento delle immissioni e di risparmio del combustibile previste dalle norme europee, per questo si vanno diffondendo sempre di più le caldaie cosiddette a condensazione che nel 2020 dovranno avere sostituito tutte le vecchie caldaie.

Queste caldaie impiegano una tecnologia che consente di recuperare il calore disperso nell’ambiente dai fumi di scarico, sfruttandolo per riscaldare l’acqua dell’impianto di riscaldamento. I fumi di scarico, nelle caldaie tradizionali, vengono espulsi all’esterno al termine della combustione mentre in quelle a condensazione, vengono sottoposti, prima del rilascio a scambio di calore, appunto la condensazione, con l’acqua proveniente dal circuito di ritorno dell’impianto di riscaldamento per essere, solo dopo, espulsi all’esterno della caldaia.

La temperatura dei fumi al momento del rilascio corrisponde, per queste caldaie, a 40°C circa mentre le caldaie tradizionali rilasciano fumi ad una temperatura di 140 – 160°. E’ chiaro che da un lato si sfrutta in modo più efficiente il potenziale termico del combustibile, dall’altro si immettono in atmosfera fumi a bassa temperatura consentendo di contenere il riscaldamento dell’atmosfera. Un elemento su cui riflettere al momento della scelta dell’impiego di questi generatori di calore è il fatto che la condensa acida prodotta dalla combustione deve essere smaltita attraverso uno scarico, a vista o murato e dunque occorre tenerne conto se si possiede già un locale destinato a centrale termica.

Per caldaie dalla potenza di 28-35 kw, potenza necessaria per soddisfare il fabbisogno di una abitazione unifamiliare, il rilascio della condensa può avvenire senza problemi nella rete fognaria ma è necessario realizzare gli appositi scarichi. Una caldaia a condensazione consente risparmi importanti a fronte di un investimento iniziale che può risultare in alcuni casi doppio rispetto alle caldaie tradizionali. Questi risparmi dipendono ovviamente dal grado di isolamento dell’immobile ma possono raggiungere anche il 25% rispetto alle caldaie tradizionali specie se vengono impiegati anche i pavimenti radianti, diversamente, l’impiego dei radiatori tradizionali consentirà un risparmio tra il 5 e il 10%.

Il mercato è molto ricco di proposte di caldaie a condensazione, si possono reperire ottimi generatori di calore prodotte in particolare modo in Germania ma anche i prodotti italiani risultano comunque di ottima qualità. Una nota importante riguarda anche il prelievo dell’aria per la combustione che in queste caldaie viene presa dall’esterno. Anche questo aspetto deve essere valutato quando si decide di sostituire il proprio generatore termico con una caldaia a condensazione. Il confronto tra la caldaia a condensazione e quelle tradizionali non può non considerare poi anche gli incentivi statali che garantiscono il recupero del 50-65 % dell’investimento. La vita di queste caldaie arriva fino a 15 anni.

E’ importante però, per garantire la massima efficienza, provvedere alla manutenzione ordinaria e alla pulizia periodica nonché alla prova dei fumi. La presenza infatti di tecnologie evolute comporta anche una maggiore attenzione al loro corretto utilizzo e funzionamento. In conclusione, questo sistema consente di risparmiare sulla bolletta del gas e di diminuire le immissioni di sostanze nocive nell’aria ma come sempre prima di scegliere in modo avventato è importante rivolgersi al proprio termoidraulico di fiducia.

Domenico Delfino e Italo Cozza

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