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Valli Mosso e Sessera | martedì 04 ottobre 2016, 11:41

Casapinta: I lavori di riqualificazione alle pavimentazioni dei Borghi Ca d'Nicola e ca d'Basset

Casapinta: I lavori di riqualificazione alle pavimentazioni dei Borghi Ca d'Nicola e ca d'Basset

A fine agosto sono stati ultimati i lavori di riqualificazione alle pavimentazioni dei Borghi Ca d'Nicola e ca d'Basset (ca d'Broëuil) a Casapinta  per 51.000euro.

L'imput dato dall'amministrazione ha sollecitato e coinvolto i cittadini per abbellire abitazioni e pozzi prospicenti le nuove pavimentazioni.

Occorre inoltre precisare che l'Amm.ne ha coinvolto gli abitanti dei borghi interessati intervenendo con un contributo pari al 30 percento della spesa sostenuta per il completamento delle pavimentazioni private adiacenti l'intervento principale.

Gli abitanti hanno aderito per una spesa totale di lavori pari a 22.000euro ed il Comune sta definendo gli ultimi accertamenti per corrispondere i contributi dei singoli interventi, per un ammontare di circa 6.600euro.

Il Sindaco, Mauro Fangazio, ringrazia gli abitanti che hanno aderito contribuendo ad una piu' completa riqualificazione dei borghi.

In aggiunta al borgo principale, (ca d'Broëuil) e' stata pure rifatta la pavimentazione antistante il fabbricato del Primo Comune di Casapinta (1820) a Ca d'Nicola, nella descrizione  tratta dal libro "la berta filava" di don Luigi Pastoris:

"Le sorti di Casapinta si identificarono con quelle di Mortigliengo, fino al 1627, anno in cui come gli altri Cantoni, si eresse a Comune autonomo (Strona, Soprana, Mezzana m.go e Crosa) Nonostante la costituzione a Comune autonomo, per quasi 200 anni, Casapinta non ebbe tuttavia una casa comunale, fino al 1820 le adunanze si tennero nella casa parrocchiale e l’archivio fu custodito in sacrestia.

All’epoca non si ricorreva all’ufficio comunale così sovente come adesso, per il semplice fatto della sua “non esistenza”. Il Sindaco o il segretario comunale, le poche pratiche d’ufficio, se le sbrigavano a casa. Le nascite, le morti e i matrimoni, si trascrivevano soltanto presso il parroco, il quale era il solo ad avere i relativi registri.

Nel 1820 si decise di costruire due vani da adibire a sede comunale, uno per le adunanze, l’altro per l’archivio, ricavati da un portico ( già di proprietà del Comune ), nel Cantone Nicola per non disturbare il parroco. Questo era attiguo ad un piccolo fabbricato della chiesa, che sorgeva dove ora si trova il torchio. I locali ricavati furono in seguito l’alloggio della Maestra.

La sala delle adunanze era troppo piccola e non poteva contenere tutti e 15 i consiglieri. Mancava poi il camino; di conseguenza, durante la stagione invernale, le adunanze consigliari si tenevano nel locale riscaldato della scuola. Il Comune affittava per la scuola due vani a pianterreno nella casa di Scalabrino Giovanni in faccia a San Antonio."

redazione c

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