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COSTUME E SOCIETÀ | 25 aprile 2016, 07:00

Andrea Debernardi, un biellese nella tana delle tigri FOTOGALLERY

"Pensavo di fare un solo mese un po' fuori dal comune, invece mi sono fermato più del previsto - spiega Andrea Debernardi a Newsbiella - ora mi occupo di una trentina di felini e di accogliere i turisti al Tiger Temple. Le critiche animaliste? Questa è tra le migliori strutture per la cura e il benessere degli animali"

Foto Facebook

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Lasciare tutto per un'altra esperienza di vita. In tanti lo hanno fatto, in molti ci sono riusciti, altri sono tornati indietro sui propri passi. Certo che partire per avere a che fare, quotidianamente, con delle tigri non è da tutti. Lo ha fatto Andrea Debernardi, che dopo dodici anni di lavoro nell'azienda di famiglia, nonostante l'impiego fosse più che discreto, ha deciso di lasciare Biella per la Thailandia. Ora è al Tiger Temple e si occupa di grandi felini. 

Il tempio buddista ospita 137 tigri ed è meta di un forte turismo. Negli ultimi anni è stato al centro di polemiche da parte di associazioni animaliste. Andrea racconta a Newsbiella la realtà che vede lui stesso, ogni giorno:

Cosa facevi a Biella e come è nata l'idea di partire e di dedicarti alla tua attuale attività?  

A Biella ho lavorato per 12 anni nell’azienda di famiglia che si occupa di distribuzione di material idraulico, progettazione di impianti termoidraulici e promozione di energie rinnovabili. Ma fin da quando ero adolescente il mio sogno é sempre stato quello di viaggiare ed entrare in contatto con culture e luoghi differenti dall’ambiente in cui sono cresciuto. Nonostante il lavoro fosse ottimo, a 35 anni mi sono sentito in parte intrappolato in una vita che non era quella che volevo e ho deciso a malincuore di lasciare l’azienda. Dopo svariati mesi in giro per il mondo sono tornato in Italia e mi sono trasferito in Val d’Aosta per seguire una mia grande passione, lo sci. Ho trovato un lavoro stagionale che mi consentisse di mantenermi e di continuare a fare ciò che più volevo. Sciare d’inverno e viaggiare nelle mezze stagioni. Durante uno di questi viaggi ho avuto la mia prima esperienza al Tiger Temple. Ho fatto richiesta di partecipazione al programma di volontariato e in ottobre 2014 sono partito per quello che pensavo sarebbe stato un unico mese un po’ fuori dal comune.

Perchè hai deciso di fare questo "salto" così importante? 

Quel primo mese si trasformò subito in due. Tornato in Italia per lavorare mi son trovato a contare i giorni che mancavano prima di poter ritornare in Thailandia. A maggio e giugno dello scorso anno ero di nuovo qua. A settembre sono tornato per stare altri 6 mesi come volontario. Dopo pochi giorni mi hanno chiesto di fermarmi a tempo indeterminato e mi hanno offerto un impiego. Era un’occasione troppo grande e ovviamente ho detto ­sì.

Come si sviluppa ora una tua giornata tipo? 

La mia giornata è un mix di interazione con gli animali e coi turisti. Solitamente il mattino è la parte del giorno in cui lavoro con gli animali (oltre alle tigri abbiamo cervi, bufali, cavalli, mucche maiali selvatici, un orso, un leone ed è nostro compito prenderci cura di tutti loro). Il pomeriggio il parco si riempie di turisti e il mio lavoro è guidarli in giro per il parco, fornire tutte le indicazioni necessarie e occuparmi della loro sicurezza.

Ci parli del Tiger Temple? Di che si tratta? 

Il Tiger Temple era in origine semplicemente un tempio buddista. E’ stato fondato nel 1994 e quasi subito è diventato un rifugio per animali di ogni tipo. In Thailandia chiunque abbia un animale (o trovi un animale) e non sia in grado di prendersene cura lo porta in un tempio buddista e I monaci per loro natura accettano qualunque essere vivente e fanno del loro meglio per assisterlo. Nel 1999 qualcuno portò dei cuccioli di tigri. E I monaci se ne presero cura. Col passare degli anni la notizia si diffuse e il tempio si ritrovò con diversi esemplari di tigre che ovviamente iniziarono a riprodursi. Oggi al tempio vivono 137 tigri.

Come ti trovi in Thailandia e come ti sei integrato con la popolazione? Come vivono loro il rapporto con le tigri?

I Thailandesi che lavorano al tempio (circa 70 persone) sono abbastanza diffidenti con gli stranieri che arrivano come volontari. Sono abituati a vedere gente che arriva e riparte dopo un mese e per questo motivo ci mettono un po’ ad affezionarsi a qualcuno. Ma appena iniziano ad aprirsi sono persone splendide, generose, divertenti, leali e protettive. Per la maggioranza di loro lavorare al tempio è un privilegio e il loro amore per gli animali è incondizionato. Per qualcuno questo è semplicemente un buon lavoro. A volte guardando il loro modo di interazione con gli animali si possono notare comportamenti che ai nostri occhi sono diventati inaccettabili e questo è un motivo di forte critica da parte di associazioni animaliste nei confronti del tempio. La mia idea è che la critica pura e semplice sia totalmente inutile e dannosa. Non dovremmo mai dimenticare in quali condizioni gli animali erano costretti a vivere nel mondo occidentale in zoo e circhi fino a non più di vent’anni fa (e in molte strutture ancora oggi). Solo con educazione e pazienza le cose cambiano. Detto ciò il tempio è senza dubbio una delle migliori strutture in Thailandia per ciò che riguarda la cura e il benessere degli animali. 

Ci racconti del tuo rapporto con questi splendidi animali?  

Il mio rapporto con loro è differente a seconda della tigre. Innanzitutto lavoro solo con alcune delle 137 tigri, in particolare un trentina, molte delle quali ho visto crescere da quando erano cuccioli. Con alcune è molto facile essere super affettuosi, con altre è importante mantenere sempre una certa distanza. La cosa più importante è avere sempre il necessario rispetto e ricordarsi sempre che si ha a che fare con un predatore di 200 kg (nel caso di un maschio adulto). Ogni giorno ognuna di loro di insegna qualcosa, ti ricorda qual è il limite che non devi oltrepassare. Con alcune posso permettermi di avvicinarmi fino a baciarle sul naso, con altre so che adorano essere grattate sotto il mento e non sulla pancia o viceversa, altre ancora posso lasciare che mi vengano vicino oppure devo stare attento a stare sempre dietro le loro spalle. Infine ci sono momenti in cui ti fanno capire che è decisamente meglio stare alla larga per un po’.

Ci descrivi le tigri a livello caratteriale?  

Può sembrare una banalità, ma le tigri per molti aspetti sono dei grossi gattoni. Sono animali che dormono per gran parte della giornata. Finchè son cuccioli adorano giocare (nelle poche ore di veglia) e passano il tempo a lottare con gli altri cuccioli. Crescendo poco a poco diventano molto più pigre. Dormono, mangiano, passano gran parte delle ore di veglia a marcare il territorio o a rilassarsi a mollo nello stagno (e qui son l’opposto di un gatto. Adorano l’acqua). Nel rapporto con le persone sono assolutamente speciali. Per avere la loro fiducia devi trascorrere tanto tempo con loro, mostrar loro che meriti le loro attenzioni. Non corrono da te ogni volta che ti avvicini a loro, non saltano di gioia ogni volta che le chiami, non ti mostrano il loro affetto ogni volta che vorresti. Ma quella volta che lo fanno rende tutto estremamente speciale e ti ripaga di ogni singolo sforzo che hai fatto per creare un legame con loro. 

Qualche episodio curioso che ti è capitato di avere con gli animali in Thailandia che merita di essere raccontato?

E’ un episodio di un po’ di tempo fa. Stavo allattando con un biberon un cucciolo di 9 mesi. Mi son seduto di fronte a lei come al solito e quando ha iniziato a bere il latte ha appoggiato le zampe sulle mie spalle e mi ha spinto indietro. Mi sono ritrovato coricato per terra ad allattare una tigre di 70 chili circa completamente accovacciata su di me a pensare: “Ok, ho ancora circa 20 secondi prima che il latte finisca…e poi?’’ Fortunatamente, finite il latte, si è rialzata e si è spostata da sola.

l.l.

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