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ATTUALITÀ | venerdì 10 gennaio 2014, 17:52

"Non fidarti di questi angeli": l'esordio di Aislinn

È una trentunenne biellese l'autrice di Angelize, urban fantasy uscito per Fabbri. "Pronta una serie ambientata sul territorio".

La scrittrice Aislinn mostra Angelize, il suo romanzo d'esordio (ph. Rachele Totaro)

Non si chiamava ancora Aislinn, quando frequentava il liceo classico “G. e Q. Sella”, ma già scriveva, scriveva, scriveva. E, coerente con una frase dello scrittore di fantascienza scozzese Ken McLoad che ama citare (“Il segreto per diventare uno scrittore è scrivere, scrivere e scrivere ancora”), ora la scrittura è ufficialmente diventata la sua professione.

“Angelize”, uscito il 6 novembre per Fabbri Editore, è un urban fantasy in due parti (la seconda uscirà nei prossimi mesi), ambientato a Milano ma con un’autrice biellese: la trentunenne Aislinn (“sogno, visione”), già blogger e novellista.

“Angelize prende spunto da un ribaltamento di prospettiva: normalmente gli angeli sono visti come creature benevole, che dovrebbero vegliarci e proteggere. Ma se non fosse così? Se invidiassero la vita imperfetta e passionale degli uomini al punto da rubare con l’inganno la loro identità?” spiega Aislinn. L’incipit del romanzo vede un gruppo di uomini che, dopo essere stati uccisi dagli angeli, trovano un modo per riappropriarsi della loro esistenza. Un espediente che non piace agli angeli puri e che darà origine a una serie di conflitti sanguinari…

“Ancora non si conoscono i dati di vendita ufficiali, ma l’accoglienza dei lettori è stata… incredibile, quasi” sorride Aislinn. “Disegni ispirati ai personaggi, tifo sfegatato per i protagonisti, oltre cento immagini arrivate su Facebook dopo la proposta di mandare le foto del romanzo in libreria... Se me l’avessero detto, non ci avrei creduto”.

Da dieci anni Aislinn vive tra Novara e Milano; dopo una lunga assenza, nei prossimi mesi verrà a Biella per presentare Angelize. “Anche se non ci torno da tempo, le ore passate con gli amici e ai Giardini sono tra i miei ricordi più belli. La “biellesità” rimane: così tanto che, dopo un racconto ancora inedito, ho ambientato qui una serie di romanzi, di prossima uscita per Fabbri. La città non ha un nome, ma chiunque biellese la riconoscerà. Ed è la prova che resta un pezzo importante del mio cuore: se no, non ci avrei ambientato certe storie”. 

Rachele Totaro

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