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| giovedì 26 settembre 2013, 08:26

Sull'aeroporto Biella ha fatto bene a giocare le sue carte"

Ci scrivi Bruschi, l'a.d. della compagnia aerea che attivò il collegamento Biella - Roma: "Per il pareggio operativo bastavano dodici passeggeri, ma i costi generali hanno penalizzato il risultato"

Egregio Direttore,

Sorprendentemente mi è apparso online il vostro pezzo del 7 settembre, 2013 “Aeroporto, da piccola Malpensa a …...” ed ho pensato di integrare con qualche informazione la piccola antologia dei progetti dello scalo di Biella-Cerrione.

Le aziende aeronautiche che ho gestito negli anni ‘90 in Italia e Francia non si sono mai fatte carico di stimolare o proporre progetti per il lancio di questo o quello scalo aeroportuale, ma in seguito a richieste abbiamo prestato la nostra opera di servizio di trasporto pubblico di merci e passeggeri con una flotta di 4 aeromobili in Italia e 7 aeromobili in Francia, in configurazione cargo o 18 passeggeri. Noi abbiamo operato per anni dei voli giornalieri da Malpensa e Torino per Parigi De Gaulle e Londra Gatwick – e stagionalmente da Roma alla Corsica e da Bergamo a Barcellona. Inoltre eravamo attivi con collegamenti giornaliera da Lione a Liegi ed una serie di collegamenti regolari tra il nord ed il sud della Francia, collegamenti per L’Albania e ad-Hoc charter. Insomma eravamo una realtà dinamica e facevamo qualcosa di più di portare le copie della Stampa a Bastia.

Come AD della compagnia aerea che ha fornito il servizio di trasporto nel 1995, ho partecipato attivamente al progetto per un gruppo di personalità locali di alto profilo professionale e di prestigio. Sono d’accordo con voi quando dite che non era necessario aspettare un’analisi del 1998 per capire che il volo di collegamento da Biella a Roma fatto nel 1995 non era remunerativo. Era palese sin dall’ora per tutti gli addetti ai lavori che non si potevano ipotizzare profitti in un progetto a lungo termine finalizzato a trasformare un campo per voli turistici in un aeroporto commerciale. Vi preciso che i prezzi dei biglietti erano allineati con quelli della compagnia di bandiera con il vantaggio che il passeggero era a bordo dell’aereo in circa 10 minuti dall’arrivo in aeroporto. Il pareggio operativo lo si raggiungeva con una dozzina di passeggeri (vicino alla media reale dei passeggeri), ma i costi generali per soddisfare tutti i requisiti obbligatori hanno evidentemente penalizzato il risultato economico. Considerando che erano gli anni in cui non erano ancora stati identificati gli scali che si sarebbero specializzati per la Movimentazione Merci, gli aeroporti per l’attività Low Cost e quelli per soddisfare la crescente domanda per i Voli Regionali.

A mio avviso, Biella non ha fatto altro che giocare la sua carta come hanno fatto molti altri aeroporti dello stesso livello e consistenza in Italia ed in Europa. Le strade che delimitano la lunghezza della pista non sarebbero state un limite all’espansione in quando, posso assicurarvi che il mondo è pieno di aeroporti con sottopassi autostradali o ferroviari. Un altro evento motivante era rappresentato dalle innovazioni normative in materia aeronautica. Nel 1993 c’è stato un abbattimento iniziale delle frontiere Europee nel settore del trasporto aereo, e per la prima volta le compagnie di trasporto aereo Europee avevano accesso (previo autorizzazione) ad operare negli altri Stati dell’Unione. C’era un indubbio fervore nell’ambiente per le innovazioni portate dalle nuove regole e l’attesa per gli effetti. Concordo che la materia è complessa per molti e purtroppo l’iniziativa è stata probabilmente recepita come un altro sperpero di denaro. Ma il momento era perfetto!

Gli aeroporti vincenti sono stati quelli che sono riusciti ad andare avanti con un convinto supporto locale. Ho visto espansioni nel traffico aereo e successi consolidati in diversi scali delle regioni Francesi (dove operava la compagnia aerea CAE collegata alla Serib Wings) inclusa la Corsica, e poi in Toscana, nelle Marche, in Sardegna ed in Veneto. Il (da voi menzionato) Dal Molin di Vicenza aveva obbiettivi diversi. L’unico decollo riuscito è stato quello di un politico che ha ricoperto incarichi istituzionali primari in Parlamento ed in Senato. Analizzano le specifiche realtà, ogni storia è difficilmente compatibile con un’altra. Ma ormai il tempo è passato e l’aeroporto di Biella ha perso la sua corsa, ma grazie a quella esperienza del lontano 1995 l’aeroporto si è dotato di una struttura di servizi che mi sembra abbiano tenuto vivo lo scalo per tutti questi 18 anni. Per cui qualcosa di positivo è stato prodotto ed in ogni caso, è sempre un vanto poter essere dotati di una piattaforma attiva che manca a molte altre città. Dopo l’esperienza dell’attività di trasporto aereo regionale, ho proseguito la mia attività lavorando con aerei di grandi dimensioni, in operazioni volo in tutto il mondo per grandi compagnie aeree e in programmi governativi, ed ogni sconfitta ha sempre trovato un riscatto e vi auguro che prima o poi arrivi un riscatto anche per il Biella-Cerrione e la SACE. Premio per tutti gli sforzi che i Biellesi hanno dedicati al vostro aeroporto e senza colpevolizzate quella parte della vostra comunità che ha tentato di cogliere potenziali sviluppi industriali. All the Best!

Dionisio Bruschi

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